La Serie A dei licei scende in campo


Lo studio di Eduscopio indica i migliori istituti, città per città. Carla Ardizzone di Skuola.net: «La paura degli studenti già a 13 anni è di non riuscire a trovare lavoro»


La Fondazione Agnelli anche quest’anno, come accade dal 2014, ha analizzato le scuole superiori del Paese, elaborando una classifica delle più virtuose. Sono 4.378 gli istituti valutati, tra classici, scientifici, tecnici e per la prima volta anche gli artistici. Più di 700 mila gli studenti interpellati.

 

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Il metro con cui è stata calcolata l’efficenza della formazione è il rendimento dei ragazzi, sia durante lo studio liceale, che al termine del primo anno universitario. A questo criterio si è affiancato quello relativo agli sbocchi universitari e lavorativi, soprattutto per tecnici e professionali. Così a Milano, il primo posto l’ha conquistato il paritario Sacro Cuore, mentre a Roma capoclasse è lo statale Mamiani, entrambi istituti storici.

L’intervista – Il rapporto di Eduscopio arriva a ridosso del periodo d’inizio delle iscrizioni scolastiche, previste dal ministero dell’Istruzione tra il 16 gennaio e il 6 febbraio 2017. «Questa classifica è uno strumento molto valido per gli studenti – spiega Carla Ardizzone di Skuola.net – spesso la scelta del liceo è molto difficile e piena di pregiudizi, come il luogo comune secondo cui chi ha voti più alti può ambire al liceo e chi li ha più bassi, invece, si deve accontentare accontentare di tecnici e professionali».

Quest’anno la classifica ha preso in considerazione anche un nuovo elemento: lo sbocco lavorativo. Argomento a cui i giovani studenti sono sempre più sensibili, dice Carla Ardizzone: «Dai dati raccolti sulla community Skuola.net e da un sondaggio condotto quest’anno con Radio24, è emerso che già a 13 anni, quindi ancora alle medie, è forte negli studenti il timore di non riuscire a inserirsi nel mondo del lavoro. Per questo orientano la scelta della scuola superiore in prospettiva di un impiego».

Dati alla mano, su 1.700 studenti intervistati il 90% ritiene che gli studi superiori siano importati per il lavoro che andranno a svolgere, addirittura il 70% di loro teme di non riuscire a trovare lavoro e 3 su 4 si dicono pronti  a andare all’estero dopo il diploma.