Obama rassicura l’Europa:«Le alleanze sono al sicuro»


Il Presidente degli Stati Uniti è arrivato ad Atene, prima tappa del viaggio che lo porterà ad incontrare i principali leader europei. Il messaggio, da parte di Trump, è positivo: le relazioni con l’Europa non cambieranno con la nuova presidenza.


Rassicurare gli Europei che gli Stati Uniti continueranno a lavorare, e bene, con loro. É questo l’intento dell’ultimo viaggio da presidente degli Stati Uniti di Barack Obama, arrivato stamani ad Atene per il primo degli incontri con i paesi alleati. Il suo viaggio da presidente uscente lo porterà poi a Berlino per incontrare la cancelliera tedesca Angela Merkel, a Parigi con il presidente francese François Hollande, a Londra con il premier britannico Theresa May, e infine l’incontro con il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi.

«Con il mio team siamo pronti ad accelerare i prossimi passi verso la transizione. Aiuterò il presidente eletto ad affrontare questa grande sfida» ha dichiarato Obama durante la conferenza stampa di lunedì prima di partire per il vecchio continente.

Obama si è detto impaziente per la sua prima visita in Grecia, e in particolare per l’incontro con la cancelliera Merkel, definita «probabilmente la più vicina alleata internazionale negli scorsi 8 anni». É essenziale, secondo il Presidente, mantenere le alleanze costruite negli ultimi decenni, sia con i leader europei che con la Nato.

«Durante la mia conversazione con il Presidente eletto – ha continuato Obama- lui stesso ha espresso un grande interesse nel mantenere le nostre relazioni e alleanze strategiche». Un messaggio che il Presidente uscente porterà durante la sua visita. «Credo che una delle funzioni più importanti che posso svolgere durante questo viaggio, sia riassicurare che non c’è nessun indebolimento degli Stati Uniti su queste alleanze, che sono importanti per l’Europa, per l’America e fondamentali per il mondo intero».

Trump quindi sembrerebbe fare marcia indietro sulla politica estera, o almeno sembra aver abbassato i toni espressi durante la campagna elettorale. Al centro delle polemiche, però, ci sono le nuove nomine alla Casa Bianca. In particolare quella di Steve Bannon, già responsabile della campagna elettorale di Trump. Candidato per l’incarico di ‘chief strategist’ e primo consigliere, il fondatore del sito ultra conservatore “Breitbart News” è conosciuto per le sue idee nazionaliste, per affermare la supremazia assoluta della razza bianca ed essere apertamente schierato contro l’establishment politico.

Subentrato a Paul Manafort, coinvolto nell’Ucraina-gate per aver ricevuto quasi 13 milioni di dollari da un partito filorusso, Bannon ha aggregato intorno alle posizioni più estreme del candidato il malcontento di tutte le aree  ultranazionaliste e dichiaratamente razziste dell’America bianca, riunite sotto la sigla ‘Alt Right’. L’organizzazione si oppone al femminismo, alla diversità, ai diritti degli omosessuali, al globalismo, il controllo sul possesso delle armi e i diritti civili.

Intervistato su questa scelta, Barack Obama ha risposto che «non sarebbe corretto e appropriato commentare su ogni singola nomina del nuovo presidente, non favorirebbe un passaggio indolore della presidenza», ma non ha nascosto la sua preoccupazione, per le enormi differenze ideologiche.

Ad ogni modo, come ha sottolineato Obama durante la conferenza stampa, «il popolo ha parlato. Donald Trump sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Starà a lui creare un team che rispecchi le sue politiche. E chi non lo ha votato deve riconoscere che è cosi che la democrazia funziona, ed è cosi che il sistema opera».