Noi contro loro, quattro mesi dopo


Gli azzurri tornano ad affrontare la nazionale campione del mondo dopo l’eliminazione ai rigori all’Europeo francese. «Alla fine dei supplementari della semifinale di Messico ’70 i tedeschi si guardavano attorno spaesati», ricorda Sandro Mazzola


Centotrentotto giorni dopo la bruciante sconfitta all’Europeo francese, è di nuovo Italia – Germania. A San Siro gli uomini di Giampiero Ventura cercheranno di prendersi la rivincita contro una Mannschaft priva di molti titolari. I vari Neuer, Boateng, Kroos e Ozil saranno rimpiazzati da giovani rampanti, sul modello dei nostri Belotti, Rugani e Donnarumma. È su questi ragazzi che i due tecnici puntano per assicurare un futuro di successo alle loro nazionali, a cominciare dal prossimo Mondiale in Russia.

LA PARTITA DELLE PARTITE. È un amichevole tra due squadre che amiche non saranno mai. «Averci eliminati per la prima volta da una competizione ufficiale per i tedeschi non è stato abbastanza. A Bordeaux avrebbero voluto darci una lezione, ma sono riusciti a spuntarla soltanto ai rigori», dice l’ex attaccante di Roma e Bayern Monaco Ruggiero Rizzitelli. Niente soddisfazione piena per i campioni del mondo, che pure si sono liberati di qualche vecchio fantasma. «Sul calcio vorrebbero metterci sotto come fanno in tutto il resto. Loro soffrono più di noi questa partita, e non riescono mai a batterci sul campo». “Jahrhundertspiel” la chiamano i tedeschi, per noi è “la partita del secolo”. Italia-Germania è anche questo.Tardelli E non più solamente una semplice partita fin da quella semifinale mondiale del 1970, allo stadio “Azteca” di Città del Messico. «E’ il mio ricordo più bello da calciatore» ammette Sandro Mazzola, undici anni in Nazionale e presente in campo quella notte del 17 giugno di 46 anni fa: «L’immagine che ancora mi porto dietro è quella legata alla fine dei supplementari, in cui noi avevamo appena vinto e i tedeschi continuavano a guardarsi attorno, senza aver capito nulla di cosa fosse successo, di cosa si fosse materializzato. Per noi fu una grandissima notte, alla vigilia li temevamo perché erano davvero forti. Ma noi avevamo più inventiva, storicamente è sempre stato così: loro più organizzati, noi più astuti». Quando si affrontano Italia e Germania è quasi automatico pensare ad un urlo, o meglio a «L’Urlo». No, non parliamo di quello Munch, ma di quello di Marco Tardelli nel cielo del Bernabeu l’11 luglio 1982. «Certamente è un avversario non alla nostra portata, ma nel calcio può succedere di tutto. Se l’Italia dovesse fare grande gara acquisirebbe credibilità e forza morale: queste amichevoli contro avversari prestigiosi sono importanti perché ci permettono di fare esperienza su palcoscenici internazionali».

INazionale_di_calcio_dellItalia_-_Sandro_Mazzola_+_Gianni_RiveraL NUOVO CORSO. Fabbri e Valcareggi erano alla guida della Nazionale all’epoca di Mazzola. Uno stile completamente diverso da Gian Piero Ventura, la cui nuova impronta è però apprezzata dallo stesso Mazzola: «Si sta spingendo verso nuovi orizzonti e questa mi sembra la strada e l’approccio giusto. Come i tedeschi fanno ormai da anni, anche noi dobbiamo lanciare più giovani e farlo con continuità. Apprezzo anche la diversità di moduli che Ventura sta sperimentando e che torneranno utili nel momento in cui servirà cambiare pelle a seconda dell’avversario e delle situazioni». Nel terzetto d’attacco degli azzurri, assieme a Belotti e Bernardeschi, stasera dovrebbe esserci l’ex Borussia Dortmund Ciro Immobile. «Ma non cercherà rivincite, anche se in Germania non ha potuto dimostrare il suo valore in una squadra che viveva un momento di transizione» afferma Rizzitelli.

IL PRONOSTICO. Dal 4-3 di Città del Messico alla notte di Bordeaux, passando per la semifinale di Dortmund e la doppietta di Balotelli a Euro 2012. Quello di stasera sarà solo un nuovo capitolo di questa rivalità  e Tardelli non può certo esimersi da un pronostico: «Mi auguro che l’Italia riesca a strappare un pareggio, magari con un gol di Belotti». Solo così potremmo trasformare l’urlo di Tardelli nel canto del Gallo.