EuroBrexit: Inghilterra-Galles, il referendum è in campo


Gli inglesi vincono per 2 a 1 a Lens, a una settimana esatta dal voto. Benedyk, dell’Associated Press: «La gente non sa cosa votare, il calcio manda segnali» subliminali»


Rooney contro Bale, oggi titolari a Lens
Rooney contro Bale, oggi titolari a Lens

Oggi il derby britannico, tra una settimana il referendum. Gli incroci dell’Europeo di calcio mettono di fronte Inghilterra e Galles, in gioco la qualificazione agli ottavi di finale. Tutto a sette giorni esatti da una scelta che potrebbe portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea. Sì o no. La fase a eliminazione diretta rischia di giocarsi con le squadre britanniche (al torneo partecipa anche l’Irlanda del Nord, manca invece la Scozia) che nel frattempo saranno uscite dall’Europa unita. Mettendo fine a un’avventura iniziata nel 1992 con la firma del Trattato di Maastricht. C’è di più, agli ottavi ecco un possibile incrocio tra il girone B e il girone C, cioè l’Irlanda del Nord rischia di incrociare una tra Inghilterra e Galles. Un remake, per dirla all’inglese.

«Con il referendum alle porte, il match non può non avere un impatto forte» è l’opinione di Martin Benedyk, giornalista londinese dell’Associated Press. «Tante persone sono confuse, sentono pro e contro ovunque, ma molti non sanno ancora cosa votare. E qui il calcio potrebbe mandare dei messaggi subliminali, non tanto legati alla singola partita, ma all’esito del torneo continentale. Secondo alcuni, in caso di vittoria il significato sarebbe che il Regno Unito non ha bisogno dell’Europa. Viceversa la sconfitta sarebbe uno degli innumerevoli problemi portati dal rimanere nell’Ue. Sembra paradossale, ma la confusione è tanta» conclude Benedyk.

Timori per gli hooligans inglesi in Francia
Timori per gli hooligans inglesi in Francia

In campo due Nazionali, due bandiere diverse, ma con la stessa Union Jack. E stessa Regina, Elisabetta II. L’Uefa, come la Fifa, riconosce le singole federazioni calcistiche, a differenza del Cio, che all’Olimpiade ammette solamente la Gran Bretagna. Dopo ben 40 anni d’assenza, la selezione calcistica britannica è tornata in campo solo a Londra 2012: sia gli scozzesi che i nord irlandesi si sono rifiutati di farne parte. Vecchie ruggini, che hanno messo in allerta anche la polizia francese. Oggi a Lens in tutto saranno 1200 i poliziotti impiegati, inclusi i cordoni di sicurezza all’interno dello stadio per evitare contatti fra le tifoserie. L’Uefa ha considerato di livello 3 su 4 il grado di pericolosità dell’incontro.

tifosi wales
Ancora violenze ieri a Lille, a 40 km da Lens

Però la vera rivalità è nel rugby. Nel calcio spesso non c’è stata partita, tanto che i gallesi non battono l’Inghilterra da 32 anni, dal maggio del 1984. A risentirne non è di certo l’orgoglio: per loro Cymru, in celtico, è il vero nome. E non Wales, in inglese. L’ultima sfida è datata settembre 2011, sulle due panchine c’erano ancora Fabio Capello e Gary Speed. Il gallese si sarebbe poi suicidato due mesi dopo. Gli inglesi sono 53 milioni, i gallesi solo 3: un quarto degli abitanti di Londra. Ma in campo promettono battaglia, per annullare ogni differenza. Lo ha fatto intendere una vecchia gloria come Craig Bellamy: «Non direi che come squadra sono superiori. Anzi, se guardiamo il valore dei singoli noi abbiamo quello più forte». Riferimento a Bale, gallese di Cardiff esploso a Londra. Una forza della natura, ma anche del Regno Unito.