Bomber, neanche con le mani: le polveri bagnate di Euro2016


Nella classifica marcatori mancano le firme dei grandi attaccanti. Solo Pellé e Giroud tengono alta la bandiera dei numeri 9


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«Oh, oh, oh che centrattacco, sei meglio di Levratto, ogni tiro va nel sacco», così cantava il Quartetto Cetra nel 1959. Sarà cambiato qualcosa, ma quest’anno il centrattacco non segna. La figura del numero 9, spesso spilungone e un po’ sgraziato, sembra essere la grande assente di Euro2016. Gli attesissimi Ibrahimovic, Lewandowski, Kane, Mandzukic, Lukaku hanno qualche difficoltà a centrare il sacco, almeno all’esordio.

Pellé esulta dopo il gol contro il Belgio
Pellé esulta dopo il gol contro il Belgio

Per il momento solo Graziano Pellé e Olivier Giroud hanno marcato il cartellino facendosi trovare pronti in area di rigore. Rispetto ad Euro 2012, la media gol a partita è passata da 20 reti in 8 gare a 22 in 12 match. A sorprendere è la poca rilevanza dei centravanti: in Polonia-Ucraina i numeri 9, guidati da Balotelli, Gomez e Mandzukic, siglarono il 55% dei gol mentre in questa edizione sono fermi al 41%.

Nonostante le polemiche dell’esordio anche oggi l’Inghilterra, in campo alle 15 per il derby della corona con il Galles, non dovrebbe cambiare modulo. L’eroe della Premier League Jamie Vardy troverà ancora posto in panchina. L’unica punta centrale sarà Harry Kane, atipico numero 9 che nonostante l’altezza è stato designato come tiratore dei corner. Stasera toccherà anche a Lewandowski e Gomez, sfidanti in Polonia-Germania, entrambi alla ricerca della prima rete. Ma l’uomo più atteso è Ibrahimovic.

Zlatan Ibrahimovic, a secco contro l'Irlanda
Zlatan Ibrahimovic, a secco contro l’Irlanda

Dopo essersi preso gioco dei giornali in conferenza stampa e dopo aver incassato la pre-convocazione per le Olimpiadi di Rio 2016 come fuori quota nella Nazionale svedese under 23, avrà voglia di far parlare il campo. Vittima designata è l’Italia, già colpita ad Euro 2004 e affondata solo grazie al celebre biscotto scandinavo.

Negli scacchieri degli allenatori la pedina, un tempo fondamentale, spesso ha abdicato a favore del cosiddetto falso nueve. Così la Roja di Del Bosque preferisce presidiare la zona offensiva con Morata e Nolito cercando di sfruttarne la rapidità. Lo fa anche la Germania di Loew che, dopo aver vinto il Mondiale due anni fa, ha confermato il folletto Mario Gotze lasciando in panca l’ex viola Mario Gomez. Finchè a farlo sono due Nazionali così forti, capaci di sopperire con un centrocampo eccezionale negli inserimenti potrebbe essere considerata un’anomalia. Tuttavia anche la Slovacchia che vanta un Hamsik in grandissima forma ha alternato i giovani Duda e Mak attaccanti operai pronti a rincorrere l’avversario in fase difensiva.

De Biasi e Tramezzani, allenatore e vice-allenatore dell'Albania
De Biasi e Tramezzani, allenatore e vice-allenatore dell’Albania

E a stupire è proprio l’organizzazione delle retrovie che squadre come l’Albania di De Biasi e l’Islanda Lagerback hanno messo in campo. Un’accortezza maniacale che ha costretto la Francia all’assedio finale per abbattere il muro dell’aquila bicefala e Cristiano Ronaldo a dichiarazioni insofferenti «l’Islanda ha parcheggiato il bus davanti alla porta». Mourinho e Simeone stanno facendo scuola.