Zoff: «Che rabbia con Berlusconi, ma ora conta la salute»


Intervista al portierone ed ex ct azzurro: «Nel 2000 usò parole inaccettabili, dimettermi fu un gesto che rifarei». Sulla Nazionale di Conte: «Sono fiducioso, è un Europeo molto equilibrato»


italiazoff
Zoff, 74 anni, è nato il 28 febbraio 1942 a Mariano del Friuli

Europei del 2000, Rotterdam. Il golden gol di Trezeguet in finale spegne i sogni dell’Italia. Va in frantumi anche il bis del ct Dino Zoff, che un Europeo lo aveva già vinto fra i pali nel 1968. Al Governo c’era Giuliano Amato, all’opposizione Silvio Berlusconi, che premier lo sarebbe diventato l’anno successivo. L’affondo del leader di Forza Italia dopo la finale persa contro la Francia fu pesante: «Zoff è stato indegno nella gestione della partita, si è comportato come l’ultimo dei dilettanti». Il giorno dopo, il commissario tecnico spiazzò tutti e si dimise in conferenza stampa perché «la dignità di un uomo non va mai offesa». A distanza di 16 anni è un gesto che rifarebbe: «Il tempo lenisce le ferite, ma il tipo di linguaggio che utilizzò fu inaccettabile. Mi presi una notte per pensarci, poi decisi di dimettermi e le dimissioni in Italia fanno sempre discutere perché sono percepite come un qualcosa di rivoluzionario». Poi fa chiaramente intendere che tra i due non c’è mai stato un chiarimento, che il discorso è chiuso. «Perché entrambi dobbiamo pensare prima di tutto alla salute, il calcio viene dopo».

Soccer - FIFA World Cup Final 1982 - Italy v West Germany - Santiago Bernabeu Stadium
Dopo la finale persa a Messico ’70, Zoff vinse il Mondiale nell’82

Le mattinate del portierone campione del mondo 1982 sono al circolo “Canottieri Aniene”, uno dei cuori sportivi della Capitale affacciato sul Lungotevere, a ridosso dei Parioli. «Al pomeriggio invece mi piace seguire le partite degli Europei e fino a ora ho visto grande equilibrio. Questo aumenta la mia fiducia verso la nostra Nazionale, non ci sono grosse differenze e non dimentichiamoci che affrontarci è sempre difficile per tutti». Poi subito una tirata d’orecchie: «Come al solito siamo partiti con un tono catastrofico e dopo la prima vittoria sento già parlare di finale. Dobbiamo restare umili, il Belgio ci ha aiutati, Wilmots ha fior di campioni, ma hanno sbagliato completamente partita. Noi invece abbiamo Conte, che è particolarmente bravo e a ogni squadra offre sempre un contributo notevole».

zoff-740x445
Guidò la Nazionale Italiana dall’agosto 1998 al luglio del 2000

 

 

 

Dino Zoff resta l’unico giocatore della Nazionale ad aver vinto un Europeo e un Mondiale. Neanche a farla apposta uno che potrebbe eguagliarlo è Gigi Buffon, che al Mondiale del 2018 avrà 40 anni. Proprio come Zoff nel 1982: «Sta chiudendo la carriera a livelli altissimi, a livelli degni del suo passato. Purtroppo dopo di lui vedo il vuoto, a parte Donnarumma. Il ragazzo ha fatto cose straordinarie per l’età che ha ma deve riuscire a mantenere tutte queste promesse. Ai miei tempi, la scuola italiana era molto più florida, mi ritrovavo a competere con Albertosi, Cudicini, Sarti e Vieri. Non a caso, vinsi l’Europeo del ’68 ma poi feci il Mondiale del ’70 tutto in panchina, in favore di Albertosi». E poi si torna all’Europeo del 2000, una ferita difficile da rimarginare: «Tutta la fortuna possibile l’abbiamo avuta nella sfida contro l’Olanda. Della finale contro la Francia brucia non tanto il golden gol quanto la rete di Wiltord oltre il 93’. Rinvio di Barthez, sponda ed ecco la beffa. Imperdonabile, come ancora non riesco a spiegarmi la finale di Coppa Campioni persa da portiere della Juventus contro l’Amburgo, nel 1983». Altro calcio, altre storie.