Euro 2016, Conte ha scelto: a casa Bonaventura e Jorginho


Sturaro e Bernardeschi vincono gli ultimi ballottaggi. Costacurta: «Mi sorprende l’esclusione del centrocampista del Napoli: è un’alternativa a De Rossi e Thiago Motta»


Jorginho, nato il 20 dicembre 1991 a Imbituba (Brasile)
Jorginho, nato il 20 dicembre 1991 a Imbituba (Brasile)

Antonio Conte ha deciso. Saranno 23 l’8 giugno a prendere l’aereo per la Francia. Sette restano a casa, tra cui Bonaventura e Jorginho. I problemi al polpaccio hanno messo fuori causa Montolivo, in tre scalano a ruolo di riserva, ossia Zappacosta, Rugani e Benassi. Saranno assieme alla squadra fino a 24 ore prima della gara inaugurale contro il Belgio, perché sostituibili in caso di infortuni last minute. In difesa è stato sacrificato Astori, visto l’intoccabile blocco difensivo della Juve con l’aggiunta di Ogbonna. «La scelta è sensata perché il difensore del West Ham ti garantisce di poter giocare anche a quattro, spostando a sinistra Chiellini» dice Alessandro Costacurta, oggi acuto talent di Sky, in Nazionale dal 1991 al Mondiale del 1998. «Quando arriva il momento bisogna fare delle scelte, nonostante Astori abbia disputato una grande stagione con la Fiorentina e Rugani sia uscito alla distanza con la Juventus».

I ballottaggi delle ultime ore sono stati tra Bernardeschi e Bonaventura e quello tra Jorginho e Sturaro, con il fiorentino e lo juventino portati in Francia. L’esclusione di Jorginho ha sorpreso in tanti, come conferma Costacurta: «Sturaro come stile di gioco è più sostituibile, mentre Jorginho a centrocampo sarebbe stato più utile visto che De Rossi e Thiago Motta sono entrambi reduci da una stagione con diversi problemi fisici. Senza dimenticare che in quel reparto siamo già orfani di Marchisio e Verratti. Buona la scelta di Bernardeschi, ragazzo di corsa e qualità».

Baggio, il Divin Codino
Baggio, il Divin Codino

Certo, le scelte sono lo specchio dei tempi che corrono per una Nazionale che all’ultimo Europeo ha sì raggiunto la finale, ma agli ultimi due Mondiali è uscita con le ossa rotte già alla fase a gironi. Non ci sono più quei problemi d’abbondanza che tanto hanno fatto discutere, ma anche sognare. La celebre staffetta del ct Valcareggi tra Rivera e Mazzola al Mondiale del ’70 o quell’abbondanza “problematica” per Cesare Maldini con Baggio e Del Piero. Oppure una convivenza in campo tutta da inventare per Zoff con Del Piero e Totti. Altri tempi, altre scelte.

Tanti i sacrificati di lusso, specialmente in attacco. Come Roberto Pruzzo, escluso da Spagna ’82 e Messico ‘86 dopo aver vinto per tre volte con la Roma la classifica marcatori in A, oltre allo scudetto (1982/1983) e ad essere arrivato in finale di Coppa Campioni (1983/1984). Nella stagione 1997/1998 vincere la Champions con il Real Madrid non bastò a Christian Panucci per prendere parte al Mondiale francese. Scelte, in quell’occasione, particolarmente discusse e discutibili, visto che restarono a casa anche Gianfranco Zola e Pierluigi Casiraghi. Quest’ultimo, all’epoca attaccante della Lazio, portò la Nazionale al Mondiale con il gol qualificazione nello spareggio contro la Russia, ma poi non fu convocato da Cesare Maldini.

Alessandro Costacurta
Alessandro Costacurta

Ai Mondiali del ’90 non andò Alessandro Costacurta, “chiuso” da una concorrenza spietata e di altissimo livello: «Ci speravo fino all’ultimo, ma come poi ha dimostrato il campo avevamo la difesa migliore del torneo con gente come Baresi, Bergomi, Ferri, Vierchowod e Ferrara. Ad essere onesto ho sperato un po’ che il mio amico Ciro si facesse male, magari uno stiramento. Era l’unica possibilità che avevo per esserci».

L’esclusione decisa da Sacchi per il Mondiale di Usa ’94 portò Gianluca Vialli ad abbandonare la Nazionale. «Scelsi io di chiamarmi fuori», ha sempre sostenuto l’ex attaccante di Sampdoria e Juventus. Niente Mondiale in Giappone e Corea nemmeno per Baggio, lasciato a casa da Trapattoni, ma ricompensato dai giapponesi con un’apparizione in “Holly e Benji”, il celebre cartone animato che tanti ragazzi ha tenuto incollati davanti alla tv anche in Italia. Tante le esclusioni eccellenti decise da Lippi anche nel 2010, visto che al Mondiale sudafricano non andarono Balotelli, Cassano e soprattutto Giuseppe Rossi, mattatore alla Confederations Cup dell’anno prima. Per “Pepito” niente Mondiale anche nel 2014. Prandelli lo inserì nella lista dei 30 dopo i 16 gol in 21 presenze in A, ma al momento delle scelte lo escluse. Apriti cielo. Perché gli assenti fanno più rumore dei presenti.