Milan, poliziotti e notizie: la Cina è sempre più vicina


Dalla stampa al calcio passando per le piazze di Roma e Milano, così si estende la collaborazione tra l’Italia e il mondo asiatico. Perché quella di Pechino è la comunità più numerosa: 266.000 residenti nel 2015


downloadLa Cina è sempre più vicina. Mentre un gruppo cinese iniziava la trattativa per acquistare il Milan, nelle piazze e nelle linee metrò di Roma e Milano gruppi di agenti inviati da Pechino collaboravano con le forze dell’ordine italiane. E l’ultima novità? Un accordo tra l’agenzia di stampa Ansa e quella cinese Xinhua. Flussi di quattrini, uomini, notizie.

Firmata oggi a Roma l’intesa strategica tra le due agenzie di stampa Ansa e Xinhua. «Approfondire la collaborazione per costruire un ponte tra Italia e Cina e condividere esperienze nel campo dei new media», è questo il senso della collaborazione per il direttore dell’Agenzia cinese He Ping. «Per l’Italia, ha dichiarato il direttore Luigi Contu sul sito dell’Agenzia, l’Ansa è un elemento di informazione di tutto ciò che accade nel mondo». Così l’agenzia più grande italiana rafforza la sua influenza in Asia dove ha già una storica e importante presenza con uffici di corrispondenza nei maggiori Paesi.

Tante notizie per una popolazione sempre più integrata. I dati del Dossier Statistico Immigrazione 2015 parlano chiaro, “la presenza asiatica in Italia, di cui la Cina è la prima collettività (266.000 residenti su 969.000 asiatici) rappresenta un quinto di tutti i residenti stranieri, per cui il nostro Paese è lo Stato membro più asiatico dopo la Gran Bretagna”. Il punto di forza è la capacità di costruire comunità solidali, di mutuo aiuto.

Una presenza forte anche sul mercato che a volte spaventa.  L’incremento nazionale della presenza commerciale cinese, negli ultimi dieci anni, è del 232%. Non a caso,  lo stesso Movimento 5 stelle ha lanciato una consultazione contro il Mes Cina, ossia la concessione dello stato di economia di mercato al Paese asiatico. Entro l’11 dicembre 2016 la Commissione Europea dovrà prendere una decisione a riguardo. «Una ipotesi che farebbe cadere automaticamente tutti gli strumenti di difesa che l’Europa oggi utilizza per contrastare la concorrenza sleale del gigante asiatico», si legge sul blog di Beppe Grillo in un post (29 marzo 2016) di David Borelli portavoce M5S Europa. Ipotesi che metterebbe a rischio le piccole e medie imprese europee, con un impatto devastante sul made in Italy. «Un’iniziativa suicida» per Confindustria insieme alle principali associazioni industriali. Made in China. È questo il marchio che trovi nella maggior parte dei souvenir come calamite da frigo con il Colosseo, la Bocca della Verità o le targhe delle vie, sciarpe, collanine, pinocchietti e borsette varie, che trovi per le vie del centro. Inoltre Chinatown piano piano si sta spostando con i suoi minimarket e negozi verso Testaccio. E chi li ferma più?

Dalla Cina con furore alle piazze di Roma e Milano. Recente il programma (avviato il 2 maggio e concluso il 13 maggio) di pattugliamenti misti congiunti tra forze dell’ordine italiane e cinesi. Così le forze dell’ordine della Jingcha, la polizia del popolo di Pechino, ha prestato servizio a Roma e Milano con le rispettive uniformi, svolgendo una funzione di supporto per i propri connazionali che si trovavano in vacanza a Roma, in caso di qualsiasi evenienza. In cambio, secondo l’accordo sottoscritto fra Viminale e ministero dell’Interno cinese, poliziotti e militari dell’Arma italiani svolgeranno lo stesso genere di servizi a Pechino e a Shanghai in aiuto ai nostri turisti. Ma, in base alle dichiarazioni di un poliziotto cinese in pattuglia, l’obiettivo era anche quello di capire meglio le nostre leggi.

Non basta. Il calcio è la nuova meta. La Cina con le sue credenziali economiche prova a convincere Berlusconi a vendere il Milan. Un accordo che vale 740 milioni di euro. Così la cordata cinese avrebbe chiesto il 100% del pacchetto azionario del Milan alla Fininvest e al proprietario Berlusconi. E perché l’Evergrande Real Estate Group Ltd vuole comprare il Milan? La riforma della Federcalcio cinese, allentamento delle restrizioni governative su società e gruppi sportivi, maggiore libertà di investire ed esportare capitali all’estero. Il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping lo vuole trasformare in un business interplanetario. Obiettivo, far crescere in maniera esponenziale il business legato al mondo del pallone e portare i Mondiali del 2030 o del 2034 in Cina. Sognando una finale con l’Italia.