Renzi: Pensione anticipata? Attaccati all’Ape


Il premier: «In pensione anticipata nel 2017». E ancora: via il bollo auto e rate più basse per i pagamenti di Equitalia. Ma, per ora, solo annunci


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«Tre panini con l’olio, un tubetto di maionese, una pesca noce per mio nipote, anzi due, facciamo tre». Sarà la parlata toscana ostentata, sarà l’aria informale a tutti i costi, ma la diretta Facebook «Matteo risponde» di ieri ricorda a tratti una delle scene cult del Ciclone di Pieraccioni. Togliere il bollo auto? «Non è una cattiva idea». Ridurre l’irpef? «Adesso ci sono cinque fasce, andrebbero ridotte, meglio due: il punto è se riusciamo a trovare i quattrini su questo, vediamo se riusciamo a farlo». Per chiudere con il piatto forte: l’Ape. L’Anticipo Pensionistico, che consentirà secondo Renzi agli «sfigati» 63-65enni di andare in pensione da subito, rinunciando a una parte dell’assegno mensile. “Quanto” ancora non è chiaro: si parla del 2-3 per cento in meno. Che faccio, lascio?

Bando alle chiacchiere, «il logo è già pronto», ci tiene a sottolineare il premier. Che, amministrative alle porte, rivendica i successi del governo. E annuncia le mosse future. È un fiume in piena, Matteo Renzi. Tanto da ritirare in ballo il ponte sullo Stretto: «Quando sarà finita la Salerno-Reggio Calabria e quando avremo sistemato le strade crollate in Sicilia, a quel punto potremo parlarne». Ma le novità in arrivo più tangibili sono diverse.


Perdi il treno? Prendi l’Ape

L’anticipo pensionistico (Ape) dovrebbe andare a regime con la legge di stabilità 2017. In pratica, consentirebbe ai nati nel ’51, ’52 e ’53, che con la riforma Fornero hanno «perso il treno» della pensione, di uscire dal lavoro tre o quattro anni prima con un assegno più leggero. Il costo dell’operazione sarebbe sostenuto dalla banche con una sorta di prestito pensionistico, che verrebbe poi restituito (dall’Inps) una volta maturati i requisiti di vecchiaia. Il motivo? Non gravare troppo sui conti pubblici. Secondo l’esecutore materiale della manovra, il sottosegretario Tommaso Nannicini, così facendo i costi non supererebbero il centinaio di milioni.

Non solo Ape, ma anche auto

Novità anche sul fronte bollo auto: dovrebbe sparire, sostituito da un aumento delle accise sulla benzina. Così si premia chi consuma meno e chi usa meno l’auto, sostiene il premier, facendo sua una proposta del neonato movimento Fare! di Flavio Tosi. E prima di lui, cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi. Per colmare il mancato gettito (che oggi va nelle casse regionali) di 6 miliardi e mezzo, i carburanti dovrebbero costare 15 centesimi in più al litro, si sostiene.

Equitalia? Più equa

Equitalia sarà più equa. Dal primo luglio sarà riorganizzata l’agenzia di riscossione più odiata dagli italiani: oggi trina (divisa Nord, Centro e Sud) domani una, per maggiore uniformità di trattamento dei cittadini sul territorio nazionale. Oltre all’evergreen del «più semplificazione, meno costi», l’idea già in parte annunciata dal direttore Ernesto Ruffini è di rendere più facili i pagamenti rateali delle multe: la rata minima dovrebbe scendere da 100 a 50 euro mensili. Ma, per ora, nulla per cui mettere le mani sul fuoco.