Il Giro parte dall’Olanda e anche la birra diventa rosa


Domani al via l’edizione numero 99 della corsa. L’esordio all’estero è ormai una tradizione, il 10 maggio prima tappa italiana da Catanzaro a Praia a Mare. Avanti fino al 29 maggio


Il velodromo da cui partirà la cronometro inaugurale
Il velodromo da cui partirà la cronometro inaugurale alle 13.45 di venerdì

Tutto il rosa della vita è in Olanda. Complici il Giro d’Italia e una passione irrefrenabile per il ciclismo. Hanno iniziato i parrucchieri, scontando del 50% la tinta rosa per i capelli. Poi è stata la volta della birra. Centinaia di pinte rosa riempite per l’occasione, mescolando cardamomo e polvere di barbabietola. Provare per credere. Non poteva mancare la pizza, ovviamente rosa, per la quale si sono sfidati a colpi d’impasto dei pizzaioli italiani emigrati in Olanda. E’ febbre rosa, è la partecipazione di un popolo che si muove in bici, che ama pedalare. Nonostante il meteo quassù non sia sempre così clemente.

L’Olanda vanta ben 32 mila chilometri di piste ciclabili su tutto il territorio nazionale, la più celebre è la Oeverlandroute (385 km), che unisce Alkmaar a Maastricht. Dalla costa affacciata sul Mar del Nord alla città celebre per il Trattato sull’Unione Europea, firmato nel febbraio 1992. Attraversando paesaggi naturali ma anche grossi centri, come Amsterdam, Utrecht ed Eindhoven. Molto spesso fra parchi naturali e innumerevoli laghi. Perchè gli olandesi hanno imparato a convivere con l’acqua, fino a costruirci sopra. Come dimostra l’aeroporto “Schipol” di Amsterdam, costruito su un polder, o il celebre stadio “De Meer”, nato su un lago prima di ospitare le gesta di Johan Crujiff. Oppure la diga di ben 8 chilometri costruita per proteggere dall’acqua la Zelanda, nel nord del Paese.

L'ingresso del municipio di Apeldoorn, alla vigilia della partenza del Giro
L’ingresso del municipio di Apeldoorn, alla vigilia della partenza del Giro

Non è un caso che il Giro parta per la dodicesima volta dall’estero e questa sia la terza dall’Olanda. Apeldoorn 2016, dopo Groningen nel 2002 e Amsterdam nel 2010. Due ali di folla a far da cornice ai primi giorni dell’edizione numero 99. Le immagini migliori per uno sport troppo spesso alle prese con lo scandalo doping. Non bastavano l’Epo o le trasfusioni di sangue, adesso la nuova “peste” si chiama doping tecnologico. I motorini all’interno delle biciclette, l’aiutino elettronico per andare più forte. Proprio per questo gli ispettori di gara saranno sguinzagliati dall’Uci fin dalle prime tappe. Dotati di tablet e una specifica applicazione capace di scovare i campi elettromagnetici, per individuare batterie, sistemi di controllo e magneti.

La passerella iniziale sarà la cronometro di Apeldoorn, cittadina di 136 mila abitanti, a 90 chilometri da Amsterdam. Il via sarà dato all’interno dell’avveniristico velodromo cittadino, che già nel 2011 ospitò i Mondiali su pista. Per l’occasione arriverà anche il Re dei Paesi Bassi, Guglielmo Alessandro. Poi altre due tappe in terra olandese, portando il Giro ad Arnhem e Nijmegen. Un abbraccio a tutta la regione del Gelderland, il polmone più verde dell’intera Olanda. Un tempo ducato del Sacro Romano Impero. Invece stavolta l’invasione ha il colore rosa.

I preparativi in Piazza del Comune ad Apeldoorn, in rosa per l'occasione
I preparativi in Piazza del Comune ad Apeldoorn, in rosa per l’occasione