Diavolo alla cantonese, il Milan nelle fauci del Dragone


Il sì sofferto di Berlusconi per la cessione del club ai cinesi. L’affare è a un passo e l’ex cavaliere abbandona dopo trent’anni la più forte arma di un consenso politico durato vent’anni


Jack Ma, fondatore di Alibaba Group
Jack Ma, fondatore di Alibaba Group

Il Diavolo e il Dragone. Il Milan ai cinesi. Il fondo che si occupa di vendite in estremo Oriente, proprietario del Guangzhou FC si chiama Evergrande Real Estate Group e sarà il nuovo proprietario dell’A.C. Milan. Il sì, soffertissimo, di Silvio Berlusconi è arrivato dopo una giornata segnata dal valzer dei possibili acquirenti. Tra conferme e smentite, ora un’ipotesi appare più concreta delle altre: i padroni del calcio cinese, i vincitori di cinque titoli consecutivi nella Chinese Super League, fagociteranno uno dei club calcistici italiani più famosi del mondo. Un nome tra tutti campeggia sulla bandiera rosso nera, quello di Jack Ma, proprietario del motore di ricerca cinese Alibaba, il secondo uomo più potente della Cina, con un patrimonio stimato di 23,1 miliardi di dollari. Il Milan è il terzo grande club italiano che si concede ai magnati stranieri: dopo lo statunitense Pallotta alla Roma e l’indonesiano Tohir all’Inter (pronto pure lui a cedere quote ai cinesi), ora è il turno del Diavolo che venderà il 70% della sua anima azionaria subito e il restante 30% nel giro di un anno. A Berlusconi rimarrà solo la magra consolazione del titolo di presidente onorario.

 

Il valzer delle compravendite. Era il 2012 quando iniziarono a circolare le prime indiscrezioni sulla volontà di Berlusconi di cedere il suo Milan. Sembrava che dovesse intervenire il colosso Gazprom, pronto ad acquistare il 25% delle quote del club per 180 milioni di euro. L’aveva dichiarato lo stesso presidente ai microfoni della tv russa. Sia il colosso del gas che il figlio Piersilvio, prontamente, smentirono la notizia. Più concreto, sembrava l’ingresso del thailandese Bee Taechaubol, che mise subito a disposizione 189 milioni per acquisire il 30% della società, di fronte alla titubanza di Berlusconi, Mr. Bee raddoppiò subito la quota. Ora sono sempre i Paperoni d’Oriente ad allungare le mani sul Milan. L’affare sembra quasi definitivo, ma si attende la firma dell’accordo preliminare che arriverà il prossimo fine settimana.

 

Tifoseria cinese del Milan
Tifoseria cinese del Milan

Profondo rosso(nero). Il Milan non è solo una squadra, va ben oltre la mitologia calcistica. Il Milan è una storia. La storia di un «polipresidente» che con le vittorie della sua società ha cavalcato l’onda del successo politico. Ora, il suo pallone si sta sgonfiando, le coppe sono un ricordo lontano e a Fininvest rimane solo un enorme buco da sanare. Incapace di vincere scudetti, l’unica partita che l’ex Cavaliere può ancora permettersi di giocare è quella con la sua contabilità. Fra trattative, piani di rilancio, nuovi sponsor, soci asiatici più o meno veri, la squadra rosso nera non è mai riuscita a far fronte alla voragine che ha cominciato ad aprirsi nel 2006 e che ha fatto accumulare perdite di poco inferiori a 450 milioni di euro. Il Diavolo sta prendendo a pallonate l’imprenditore che lui stesso aveva contribuito a convertire in politico grazie a scudetti, coppe e mettendo nelle bocche ignare dei tifosi l’indebito urlo: Forza Italia. Il calcio ha regalato a Berlusconi l’approvazione plebiscitaria e dopo trent’anni di presidenza, dopo aver vinto tutto il vincibile l’imprenditore venderà una squadra. Che ormai è più rossa che nera.