Roma, il piano sicurezza? Scatta quattro ore dopo


E a mezzogiorno, un militare davanti all’ambasciata belga in via Monti Parioli spiega: «Sì, tutto come ieri»


stazione termini

A poche ore dagli attentati di Bruxelles, la questura di Roma ha reso noto che sono state innalzate le misure di sicurezza nella Capitale. Negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino sono stati cancellati i voli da e per Bruxelles. Ma per gli altri obiettivi sensibili, stazioni metro e ferroviarie e ambasciate, poco sembra essere cambiato in queste prime ore.

Alle 11 alla stazione Termini non balzava agli occhi un aumento di militari impiegati nel presidio della principale stazione di Roma.
Le due ambasciate belghe, quella di via dei Monti Parioli e quella presso la Santa Sede, sono state inserite fra i luoghi più a rischio. La solita camionetta dell’esercito insieme a una pattuglia della Guardia di Finanza presidiava, come tutti i giorni, la sede romana dell’ambasciata. «Non è cambiato nulla rispetto a ieri», riferisce un militare.

Anche in Vaticano non si notano particolari dispiegamenti di mezzi, anche se «qualcosa si è mosso subito», spiegano due uomini dell’esercito poco fuori le mura tra piazza Risorgimento e via di Porta Angelica.
Solo verso mezzogiorno alla stazione Termini sono arrivati diversi mezzi militari, schieratisi poi di fronte all’ingresso di piazza dei Cinquecento. Già dopo gli attentati di Parigi del novembre scorso, la stazione aveva ricevuto un innalzamento del livello di sicurezza con l’introduzione di 180 nuove telecamere e la presenza dei parà. Nonostante ciò lo scorso 25 gennaio fece scalpore l’episodio di Luca Campanile, l’uomo che attraversò la stazione con in braccio un fucile giocattolo. Bloccò la circolazione ordinaria dei treni e provocò l’evacuazione dell’intera area