“Cantiere dei moderati”, parte il Partito della Nazione


Zanetti (Scelta Civica) e Portas (Pd) lanciano l’assemblea. Ma sabato, a Roma, c’erano anche “grillini” espulsi ed ex Forza Italia: tutti per sostenere il governo Renzi


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Porta aperta per chi Portas. È lui, Giacomo Portas, insieme al vice ministro e segretario di Scelta Civica Enrico Zanetti, il regista dell’operazione lanciata ufficialmente sabato 19 marzo al centro congressi di piazza di Spagna a Roma. Il nome? «Cantiere dei moderati e cittadini per l’Italia». L’obiettivo (non) dichiarato? Portare voti, ma soprattutto deputati e senatori, verso l’orbita di governo. Verso il costituendo Partito della Nazione: un’unione organica di Pd renziano e liste di centro, da Alfano a Verdini, con ciò che rimane di Scelta Civica.

Ma sul palco dei «Moderati» il Partito della Nazione esiste già. Alla convention sono invitati a parlare tutti i candidati sindaci del Pd: da Roberto Giachetti a Valeria Valente, la platea non lesina gli applausi, specialmente quando i due si scagliano contro «una certa sinistra» che gioca a perdere. Chi non può partecipare manda un video messaggio: sullo schermo si alternano i volti dei candidati Pd alle amministrative Sala, Fassino, Merola. Tanto che, più che a un’iniziativa di centristi, sembra di stare alla direzione del Pd. Ma «non siamo di sinistra», ci tengono a precisare gli organizzatori. «Siamo coerenti. Governiamo con il Pd di Renzi e sosteniamo i candidati del Pd alle comunali».

Non di sinistra, non di destra, e assolutamente «contro il populismo dei 5 stelle». E infatti nel “Cantiere dei moderati” c’è un po’ di tutto. C’è qualche decina di deputati e senatori di Scelta Civica, che confluirà quasi in blocco nel nuovo partitino. C’è l’ex onorevole Monica Baldi, Forza Italia, non più ricandidata da Berlusconi nel 2006. C’è anche Serenella Fucksia, senatrice eletta con il Movimento 5 Stelle, oggi nel Gruppo Misto, espulsa da Grillo lo scorso dicembre perché non avrebbe restituito lo stipendio. In cerca di nuovi orizzonti (governativi)? «Ci confrontiamo, sentiamo cosa propongono. Al momento sto valutando varie ipotesi».

Al lancio del “Cantiere” era atteso anche Denis Verdini, che però preferisce disertare dopo la condanna a due anni per corruzione. «Porte aperte a tutti i moderati», dice Zanetti. Anche ad Ala, la pattuglia parlamentare di Verdini, dunque. «Ma non candideremo chi ha processi in corso».

«Se la legge elettorale è questa, ne dobbiamo prendere atto», ammette il deputato Giacomo Portas, titolare del simbolo dei Moderati e cofondatore della neonata formazione centrista, ma eletto nel 2013 con il Pd. Niente coalizioni e niente partitini: è l’Italicum, bellezza. E allora, tutti verso il grande Partito della Nazione. Moderatamente.