I giovani di Forza Italia preferiscono le bionde


Giorgia Meloni e Matteo Salvini sfidano apertamente Berlusconi. Nel frattempo, tra i giovani di Forza Italia, c’è chi medita di sostenere la candidatura a sindaco di Roma del leader di Fratelli d’Italia


La guerra delle candidature nel centrodestra romano odora di scontro generazionale. Da una parte Silvio Berlusconi, capace ventidue anni or sono di creare da zero una destra di governo. Dall’altra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, i giovani leader che non accettano di subire passivamente la volontà del vecchio capo. Con la discesa in campo della Meloni, Lega e Fratelli d’Italia hanno ritirato il sostegno alla candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma. Una rottura clamorosa, fino a pochi anni fa impensabile. La parola di Berlusconi non è più legge, gli alleati fanno la voce grossa, gli voltano le spalle dopo aver avallato le sue decisioni.

Le alte cariche di Forza Italia ribadiscono di voler tirare dritto su Bertolaso, le cui chances di andare al ballottaggio sembrano ridotte al lumicino. Quattro candidati per il centrodestra sono troppi. È una guerra fratricida, in cui i candidati sono destinati a cannibalizzarsi a vicenda.

Ma Forza Italia è davvero compatta attorno al suo candidato? A sentire i pezzi grossi, come detto, parrebbe di sì, ma nel partito c’è anche chi tentenna di fronte alla candidatura della Meloni. Dando un occhio ai giovani, ai nati e cresciuti nell’era berlusconiana, il quadro appare più sfumato.

Sono i ragazzi che sabato e domenica hanno affollato i gazebo di Bertolaso, raccogliendo voti e donazioni. Quelli che ci hanno messo le braccia, mentre i grandi gonfiavano il petto per l’elevata affluenza. Sui giovani attivisti – romani e non – l’appeal della Meloni si fa sentire. Indiscrezioni raccontano di una fronda decisa a sostenere Giorgia a scapito dell’ex capo della Protezione civile. Per alcuni esponenti della sezione giovanile del movimento, il leader di Fratelli d’Italia è il candidato migliore per riportare il centrodestra al Campidoglio. La Meloni può far valere la maggiore esperienza e una rete di sostenitori ben più articolata di quella di Bertolaso. Parlare di una spaccatura sul modello di quella dei fratelli Luca e Andrea Zappacosta, che hanno portato il movimento Azzurra libertà fuori da Forza Italia e sono passati con Alfio Marchini, è però prematuro. Anche perché Luca Zaccari, responsabile per il Lazio dei giovani di Forza Italia, ha usato parole molto chiare: «La lealtà in politica è la prima cosa. Fratelli d’Italia e Lega non hanno avuto un comportamento corretto e noi sosterremo Bertolaso».

L’opinione prevalente è che la Meloni abbia scelto di unirsi a Matteo Salvini per abbattere quel che resta del berlusconismo. Costruire una nuova forza sul modello del Front National? Si vedrà. La priorità a questo punto è sbarazzarsi di Berlusconi e dalle macerie far sorgere una nuova destra capitanata dal leader leghista e dall’ex ministro della Gioventù. Le ricadute del caos romano si stanno già palesando in altre città importanti. A Torino Salvini ha avanzato la candidatura del notaio Alberto Morano, che si opporrà al candidato forzista Osvaldo Napoli. Anche a Bologna la situazione sembra in ebollizione, con il partito di Berlusconi che potrebbe non sostenere la candidata leghista Lucia Borgonzoni.

Uno scontro nello scontro. Generazioni a confronto non solo nella coalizione, ma anche all’interno del partito che più di tutti appare in difficoltà. Il nuovo che avanza e il vecchio che resiste: il centrodestra è in subbuglio e chissà che a qualche giovane forzista non venga voglia di smacchiare il giaguaro.