Donald, per la Cina è un simbolo: del declino americano


Dalla definizione di «tigre con il riportino» al paragone con Hitler e Mussolini: il candidato repubblicano si è inimicato qualcuno più grande del suo ego


Donald Trump
Donald Trump

Donald Trump continua la sua corsa verso la Casa Bianca, convincendo sempre di più il ceto medio americano. Una parte (consistente) degli Stati Uniti sta con il magnate? Bene, una parte del mondo replica prendendolo in giro: anche in Cina e Giappone. Il quotidiano cinese Global Times, molto vicino al Quotidiano del Popolo e quindi al governo, reagisce con una lunga requisitoria sul linguaggio politico del tycoon. Lo definisce come un «clown» e ironizza sulle sue reali possibilità di vincere le prossime presidenziali. Dopo le dichiarazioni sul fatto che gli asiatici rubino lavoro e investimenti agli Usa, peraltro non confortate dai dati, si era diffuso sui social media cinesi un video in sequenza di Trump che ripete la parola “China”. Ma la stampa del Paese più popoloso del mondo fa di più.

La critica si estende ai contenuti e alla liberaldemocrazia occidentale. Secondo il tabloid il sistema americano gli impedirà alla fine di raggiungere la presidenza e mentre il fenomeno preoccupa i liberali americani o scandalizza i benpensanti europei, i cinesi avvertono «è spaventoso, ma non pericoloso». Il New York Times lo aveva paragonato a Hitler o Mussolini. Il cinese Global Times ?  Lo condanna come narcisista e provocatore. Questa volta il miliardario si è messo contro un nemico che non può comprare, un nemico che reagisce come ogni buon asiatico in imbarazzo, ne sorride. La «tigre con il riportino» non sarà pericolosa, ma i cinesi non mancano di prenderlo a esempio della crisi del sistema politico occidentale. Per loro il fenomeno è indice della crisi del ceto medio americano, una frenesia dovuta all’impoverimento dopo la crisi economica del 2008. I borghesi americani, spaventati dall’apertura di un sistema permeabile alle minacce esterne, si rifuggerebbero nel conforto dato dall’uomo forte del momento.

Il mondo secondo Trump
Il mondo secondo Trump

Non sono solo i cinesi a divertirsi alle spalle del biondo che non impegna. Dal Giappone arriva una notizia che riassume bene l’idea che l’Asia si è fatta del magnate miliardario Donald Trump: un uomo tutto d’un pezzo che rappresenta la forza e la virilità americane. Il dottor NakaMats, l’inventore delle scarpe auto rimbalzanti per intenderci, ha creato il «Guard Wig». Sarebbe? Un parrucchino integrato da una lastra di metallo.  Quindi NakaMats ha invitato il miliardario statunitense a provarlo per lui, data la somiglianza con la sua consueta pettinatura. Insomma, una risata per esorcizzare la paura di un candidato che ha una visione molto chiara dell’Asia.  Perché «il concetto di riscaldamento globale è stato creato da e per i cinesi per far sì che la produzione degli Stati Uniti non sia competitiva». Parola di Donald, il biondo che non impegna.