Roma, allarme terrorismo dei servizi segreti


Il nuovo ruolo italiano, in prima linea contro Daesh, espone a maggiori rischi il Paese. Lo sostengono i servizi segreti in un report presentato al Parlamento


Roma e il terrorismo internazionale. Il nuovo ruolo che il governo Renzi ha assunto come coordinatore delle operazioni in Libia e del dispiegamento delle truppe preso la diga di Mosul, fa crescere l’esposizione italiana a possibili attacchi. Ieri è stata presentata in Parlamento la Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza. Il testo, redatto dall’intelligence italiana, si sofferma sui temi prioritari in questo momento. Il terrorismo jihadista e le sue implicazioni in Europa al coinvolgimento del piano Schengen. Altro punto di grande interesse è la minaccia cibernetica, nuova frontiera dell’impegno delle forze di sicurezza. L’Italia è considerata come «target potenzialmente privilegiato sotto un profilo politico e simbolico/religioso, anche in relazione alla congiuntura del Giubileo straordinario; terreno di coltura di nuove generazioni di aspiranti mujahidin, che vivono nel mito del ritorno al califfato e che, aderendo alla campagna offensiva promossa da Daesh, potrebbero decidere di agire entro i nostri confini».

Stazione Tiburtina di Roma
Stazione Tiburtina di Roma

SICUREZZA. Attualmente per garantire la sicurezza sono stati impiegati i militari  dell’Operazione strade sicure. Iniziata nel 2008 è stata sfruttata per sorvegliare obiettivi sensibili come l’auotstrada Salerno-Reggio Calabria, l’Expo, le sedi diplomatiche sul nostro territorio e anche in operazioni di contrasto alla microcriminalità. Per esempio ne ha beneficiato l’ambasciata del Qatar a Roma. La rappresentanza del Paese saudita, nonostante questo sia stato spesso accusato di sovvenzionare il terrorismo islamico, è sorvegliata costantemente da due militari italiani. Operazione non replicata qualche passo più in là presso la sede dell’ambasciata yemenita. Attualmente sono 4800 le unità italiane impegnate. Soprattutto nella Capitale vengono dispiegate presso i diversi obiettivi ritenuti sensibili soprattutto le stazioni della metropolitane e gli snodi ferroviari.La stazione Tiburtina di Roma, nella sua componente treno/metropolitana, è vigilata all’ingresso da due pattuglie di carabinieri e due mezzi pesanti Iveco VM90 in versione torpedo.

Stazione Tiburtina di Roma
Stazione Tiburtina di Roma

I militari sono in servizio come agenti di pubblica sicurezza e sono spesso affiancati da uomini della polizia accompagnati dai cani addestrati per il riconoscimento degli esplosivi come stabilito dalle norme di sicurezza successive agli attentati in Francia del 13 novembre. Al contrario dello snodo metropolitana/ferroviario la stazione autobus è completamente sguarnita. Circostanza forse poco consona al report che identifica la rotta balcanica come la più pericolosa e raggiungibile su strada. Sul suo asfalto passano migliaia di autobus e sotto le sue banchine si riparano persone provenienti da tutta Europa, compreso dall’est tanto temuto e dai Balcani. Quindi il controllo non è ossessivo, nè in questo momento risulta essere stato implementato.

ANARCHICI E BIERRE. Il report si sofferma anche su problematiche più tradizionali per l’Italia. «Permane elevata la minaccia rappresentata dai settori più determinati dell’anarchia insurrezionale, laddove gli obiettivi privilegiati di iniziative di carattere violento rimangono legati al comparto della repressione e ai settori militare, tecnologico e delle nocività. In prima fila nel novero dei possibili bersagli rimangono altresì i poteri economico-finanziari, i media di regime e le strutture/figure rappresentative di Stati stranieri e di istituzioni transnazionali, senza poter escludere il Vaticano e la Chiesa». I servizi segreti sottolineano anche il possibile ritorno di una matrice eversiva «velleitari, o comunque di non immediata viabilità, appaiono invece i progetti di rilancio dell’ideologia brigatista, tuttora coltivati da ambienti ristretti impegnati sul piano propagandistico a preservare la memoria degli Anni di Piombo, anche nel tentativo di attualizzarne il messaggio».

Logo euro 2016
Logo euro 2016

EUROPEI. Gli allarmi non arrivano solo dall’Italia. A pochi mesi dall’inizio degli Europei di calcio in Francia organizzati dalla Fifa, per la prima volta, gli organizzatori hanno ventilato l’ipotesi di disputare alcune partite a porte chiuse. Una misura preventiva forte che risponde a quanto trapelato da una fonte di sicurezza internazionale «Il rischio verrà valutato all’approssimarsi dell’inizio del torneo, il 10 giugno. Le condizioni saranno cambiate rispetto ad oggi, così come i rischi legati alla politica internazionale. L’Italia è data come un obiettivo potenzialmente in crescita», anche in campo calcistico. Proprio in quest’ottica nei ritiri e nei campi di allenamento saranno presenti uomini delle forze speciali della gendarmeria (Gign) e della polizia (Raid) francese.