Linea B1, metro capitale: fa già acqua da tutte le parti


E’ stata inaugurata nel 2012, «ma perde i pezzi». A rischio chiusura la fermata “Libia”: su 7 ascensori solo due funzionano


corrente acquaA Roma la linea della metropolitana B1 perde i pezzi. La fermata Libia, sulla tratta Bologna-Jonio, rischia già di chiudere, a meno di quattro anni dall’inaugurazione. E pensare che ne sono serviti sette per costruirla: un altro record – alla rovescia – del malmesso trasporto sotterraneo capitolino. Stando alle spiegazioni che arrivano da Atac, delle pesanti infiltrazioni d’acqua stanno mettendo a dura prova la fermata situata in viale Libia, ma anche quelle di piazza Annibaliano e via Conca d’Oro. Tutte quante, fin dall’inaugurazione del giugno 2012, hanno dovuto convivere con evidenti penetrazioni a causa sia della falda acquifera presente in zona, sia del letto del fiume Aniene, al di sotto del quale passano le gallerie della linea B1.

La fermata Libia è quella più a rischio, i binari sono stati posti sotto il livello stradale rispettivamente a 24 metri (in direzione Laurentina) e 36 metri (in direzione Jonio). Per evidenti motivi di sicurezza, dalla metà di dicembre sono stati bloccati ben 5 ascensori, a eccezione di quello che conduce ai tornelli e quello che fa la spola fra i due binari. In alternativa, non resta che sobbarcarsi lunghe rampe di scale mobili, con evidenti disagi per tutti i viaggiatori. Specialmente per gli anziani, i disabili e chi si muove con valigie pesanti per raggiungere le stazioni di Termini o Tiburtina.

«Se si rompe uno dei due ascensori attualmente funzionanti, qui bisogna chiudere tutto e intervenire» spiegano alla fermata di viale Libia gli sconsolati dipendenti Atac. «Con gli ingegneri di riferimento sono già stati fatti dei sopralluoghi e la situazione è piuttosto seria. Parliamo di acqua che invade le mura di costruzione ed è pericolosamente vicina all’impianto elettrico. Servono interventi profondi». La situazione è al limite dell’inverosimile, specie se Roma pensa a un adeguamento del trasporto sotterraneo (linea C in primis) ispirandosi a efficienti realtà quali Londra e Parigi.

Viene da sorridere rileggendo la brochure espositiva della linea B1 redatta da “Roma Metropolitane”, quando fu completata l’opera iniziata nell’ottobre del 2005: «Le stazioni sono state costruite all’interno di scatole formate da paratie perimetrali in cemento armato e da un tampone di fondo che impedisce la risalita d’acqua dal sottosuolo. La tecnica utilizzata è quella del jet-grounding, diretta a consolidare il terreno mischiando acqua e cemento». Il rischio di infiltrazioni era stato messo ovviamente in conto, ma qualcosa non ha funzionato e a tre anni e mezzo di distanza l’opera è pressoché in ginocchio, nonostante il tratto Bologna-Conca d’Oro sia costato ben 520 milioni di euro. Soldi pubblici, equamente erogati da Roma Capitale e dalle casse statali. Per un’appendice della metro che doveva essere un fiore all’occhiello, ma che ora fa acqua da tutte le parti.

P2150002 P2150003 P2150008