Olimpiadi, il virus Zika rischia di mettere ko Usa e Kenya


I comitati olimpici dei due giganti dell’atletica non escludono rinunce pesanti in vista dei Giochi di Rio: «Il virus fa paura». Il Coni minimizza, ma distribuisce un manuale di difesa: finestre chiuse e alla sera tutti a casa


logo rioAedes aegypti. E’ il nome della zanzara, portatrice del virus Zika, che tiene in scacco le Olimpiadi di Rio de Janeiro. A meno di sei mesi dal via, salgono le preoccupazioni per un rischio epidemico in Brasile, specialmente dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità ha proclamato l’emergenza planetaria. La corsa a prendere le dovute contromisure è già cominciata, ma l’accensione della fiamma olimpica al Maracanà si avvicina. Ha destato scalpore la presa di posizione degli Stati Uniti che, pochi giorni dopo aver innalzato a livello 1 l’emergenza Zika, hanno rimesso alla libera scelta di ogni singolo atleta la possibilità di prendere parte, o meno, ai primi giochi olimpici ospitati da una città dell’America Latina. «Sarà una scelta personale» ha apertamente affermato il comitato olimpico americano, lasciando la possibilità agli atleti di rifiutare la convocazione.

Il rischio, ora,  è che tutto questo susciti una reazione a catena. Perché dopo gli Usa, pure il Kenya ha aperto alla possibilità di disertare la manifestazione a cinque cerchi. «Non vogliamo prendere alcun rischio», è stato questo il messaggio di Kipchoge Keino, capo del comitato olimpico keniano. Il Comitato Olimpico Internazionale trema, nessuno vuole essere nemmeno sfiorato dall’idea che due team così importanti non prendano parte alla competizione, con tutte le conseguenze del caso sia sul piano sportivo sia su quello dello spettacolo. Da parte degli organizzatori le rassicurazioni si sprecano. I Giochi non sono a rischio, gli addetti sono già all’opera per le bonifiche del caso, a partire dalle sedi di gara.

Servono cure e profilassi, per evitare la possibilità di un contagio e riuscire a debellare l’emergenza Zika come avvenuto recentemente con il virus Ebola. Il presidente degli Stati Uniti Obama si è già mobilitato, preparando un’istanza per chiedere al Congresso lo stanziamento di 1,8 miliardi di dollari, necessari a contrastare la crisi. Anche il Coni, ovvio, sta valutando la situazione. Il presidente Giovanni Malagò ha provato a smorzare ogni allarme: «E’ già pronta un’attività di prevenzione». Anche per gli atleti italiani, così come per i colleghi britannici, è già pronto un manuale per difendersi dall’attacco delle famigerate zanzare: gli sarà richiesto di tenere le finestre chiuse, utilizzare l’aria condizionata ed evitare le uscite serali al termine delle gare. Le Olimpiadi si faranno, ma Zika fa paura a tutti.