Sacra Rota, il nuovo processo secondo Francesco


Procedure meno costose, tempi dimezzati, vescovi giudici e persino una forma di “annullamento breve”. Così Francesco velocizza le cause davanti al tribunale ecclesiastico


sacra-rota-2È stata una sua decisione, un intervento motu proprio. Papa Francesco rende più veloce ed economico lo scioglimento del sacro vincolo matrimoniale. E se con una telefonata è riuscito a cambiare la giornata di molte persone, con le due lettere pubblicate oggi cambierà tre secoli di Storia della Chiesa e la vita di molti cattolici. Le epistole apostoliche, una per il rito latino, l’altra per quello orientale, emanate dal Pontefice “di sua iniziativa”, riformano radicalmente le regole del processo canonico per le cause di nullità del matrimonio, un processo rimasto uguale a se stesso dalla riforma di Benedetto XIV.

“Di sua iniziativa”, sì, ma in realtà assistito da una squadra di specialisti, “un gruppo di persone eminenti per dottrina giuridica, prudenza pastorale ed esperienza forense sotto la guida dell’Eccellentissimo Decano della Rota Romana”. Di sua iniziativa, ma accogliendo le istanze di parte dei vescovi che si sono espressi nei Sinodi del 2005 e del 2014. Con questo documento il Papa ha delineato piuttosto chiaramente la direzione che si aspetta prenda la Chiesa. La riforma del processo di annullamento arriva infatti a meno di un mese dall’inizio del prossimo Sinodo generale, la cui apertura è prevista per il 4 ottobre (giorno dedicato alla memoria di San Francesco).

Uno degli interventi principali consiste nell’eliminazione della seconda sentenza conforme: sarà sufficiente la decisione raggiunta dal primo giudice. Questo permetterà una notevolissima accelerazione dei tempi, con grande giovamento per chi attende l’annullamento del matrimonio e desidera contrarne un altro in seno alla Chiesa.
Scelta non secondaria, ogni azione giudiziaria avverrà sotto la responsabilità del vescovo, lui stesso giudice. Esisterà, inoltre, come nell’ambito civile, una forma più breve del processo, riservata ai casi in cui la nullità appare evidente. L’eventuale appello, oltre che alla Rota romana, potrà essere intentato anche nella sede metropolitana, cioè presso la provincia ecclesiastica.
La riforma disegnata dal Pontefice cerca di rendere le pratiche del processo meno costose. Uno dei problemi delle cause di nullità, in effetti, era anche il costo proibitivo. Nella lettera invece Francesco sottolinea l’importanza della “gratuità delle procedure, salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali”.
Nel testo viene specificato che non si cerca di favorire la nullità dei matrimoni, ma piuttosto la celerità dei processi. Volontà evidente del Pontefice è quella di rendere i fedeli meno timorosi di fronte alla macchina giuridica ecclesiastica, che, per i suoi costi, tempi e meccanismi faceva desistere molti dal richiedere lo scioglimento del matrimonio, pur nullo di fatto.

Questa semplificazione, lontana dal volere “mettere a rischio il principio dell’indissolubilità del matrimonio”, permetterebbe a molti divorziati di regolarizzare la propria posizione di fronte alla Chiesa.