Non c’è più religione, si salva solo Papa Francesco


Il Pontefice si conferma un fenomeno mediatico senza precedenti. Mentre le chiese italiane si svuotano e cala il numero di ragazzi che scelgono l’ora di religione


Nel suo viaggio appena concluso in Sud America, ha visitato baraccopoli, radunato folle oceaniche e accettato un crocefisso su croce e martello. Anche stavolta Papa Francesco si è confermato, anche, una vera eminenza mediatica.

In un tour degno di una pop star tra  Ecuador, Bolivia e Paraguay, il Papa è apparso capace di conquistare i cuori di milioni di giovani di tutto il mondo. Le ragioni di questo successo? Lo stile sobrio e diretto, l’attenzione per gli ultimi e l’apertura alle sfide dettate dalla modernità come divorzio e contraccezione.

Ma nonostante la popolarità di cui gode Francesco, in Italia i numeri che riguardano la religione raccontano una realtà diversa.

Sempre più famiglie decidono di non avvalersi dell’ora di religione a scuola. In Toscana ed Emilia Romagna oltre il 20 % degli studenti non frequenta le lezioni e praticamente in tutto il Nord Italia almeno due giovani su dieci escono dall’aula quando entra il professore di religione. In totale sono un milione i ragazzi che disertano le classi.

Secondo il rapporto Eurispes del 2015, l’89,6 per cento degli italiani giudica positivamente il nuovo corso dato da Bergoglio alla Chiesa Cattolica. E i consensi che il Pontefice riscuote tra i giovani sono raddoppiati rispetto al suo predecessore: dal 27,1% al 51,1% per chi ha tra i 18 e i 24 anni. Mentre tra i giovani nell’arco di età 25-34 anni la popolarità di Papa Bergoglio sale dal 34,3% al 53,5%.

Allora perché questa disaffezione per la religione?

La risposta potrebbe celarsi dietro al rapporto degli italiani con le istituzioni cattoliche. Se le parole di Francesco scaldano anche i cuori meno indottrinati, la chiesa cattolica è percepita come una istituzione obsoleta. A cambiare sarebbe il modo di vivere la religiosità degli italiani.

I più giovani stanno velocemente abbandonando i luoghi di culto. Secondo dati Istat il crollo riguarda i giovanissimi e le ragazze. Dal 1995 al 2010 le persone di età compresa tra i 6 e i 13 anni che frequentano la “messa della domenica” calano del 25%. Una diminuzione ancora più accentuata dai 14 ai 17 anni, che arriva al 40%.

E allora, anche per cercare di restare al passo con i tempi, ecco che la Chiesa si rivolge alla tecnologia.  Sono state lanciate sul mercato con grande successo alcune app religiose per smartphone. “Laudate” permette la lettura della messa quotidiana, della Sacra Bibbia e del Sacro Rosario.  Con “Bibbia CEI”, invece, si può leggere la Bibbia nel testo della traduzione ufficiale 2008 della Conferenza Episcopale Italiana, con tanto di apparato critico. Non è finita, ecco “8xmille”:  permette di seguire gli sviluppi concreti della donazione fatta, con una mappa interettiva delle iniziative realizzate in Italia.

E per chi volesse un contatto privo di mediazioni esiste l’account twitter di Papa Francesco, basta seguire @Pontifex.it per non perdersi neanche una riflessione di Bergoglio. Con buona pace del parroco.