Alexis si leva la giacca ? C’è chi pensa alla scarpa di Kruscev


“Volete anche questa?” Nella notte più dura il gesto simbolico del premier greco. Breve antologia di gesti che hanno lasciato il segno


A Bruxelles è notte. O forse è quasi l’alba. La discussione tra i leader Ue sul nuovo piano di salvataggio per la Grecia va avanti a oltranza da ore. C’è tensione, esasperazione e rabbia. Nei frangenti dove il confronto tra posizioni distanti anni luce si esaspera capita che saltino i nervi, che si trascenda. Alexis Tsipras, lo scravattato premier greco che ha messo l’Europa in fibrillazione, si alza nervoso. Si leva la giacca e la offre ai colleghi-creditori. “Volete anche questa?”.

La storia è piena di gesti eclatanti e sopra le righe dei politici. Momenti dove a prevalere è la rabbia, la frustrazione, o semplicemente il desiderio di provocare. Ecco alcuni dei più famosi o recenti. Gesti destinati a diventare un simbolo. Spesso, non sempre. Scatti che non si possono dimenticare.

Nikita Kruscev sbatte la scarpa sul tavolo all'Onu
Nikita Kruscev sbatte la scarpa sul tavolo all’Onu

La scarpa di Kruscev. Forse la scenata più celebre di tutte: 12 ottobre 1960, piena Guerra Fredda Assemblea Generale dell’Onu. Il rappresentante delle Filippine fa un intervento durissimo contro l’URSS, accusandola di “imperialismo” in Europa Orientale. Il leader sovietico Nikita Kruscev chiede a gran voce al presidente dell’Assemblea di richiamare all’ordine il delegato asiatico, prima battendo i pugni e poi brandendo e sbattendo una delle sue scarpe sul tavolo.

 

Bruno Vespa divide Katia Belillo e Alessandra Mussolini
Bruno Vespa divide Katia Belillo e Alessandra Mussolini

Mussolini vs. Belillo. Studi di Porta a Porta, 1 febbraio 2001. A fronteggiarsi Alessandra Mussolini, all’epoca parlamentare di Alleanza Nazionale, e Katia Belillo, ministro delle Pari Opportunità dei Comunisti Italiani. Nel dibattito la Mussolini prova a interromperla, il ministro le dice “stai zitta!”. La situazione degenera, fino al punto che la Belillo si alza e prova ad aggredire fisicamente la nipote del Duce, la quale rimane seduta, ma cerca di colpirla con un calcio. A trattenere l’esponente comunista ci pensa Bruno Vespa, costretto a effettuare un placcaggio da rugbista. Qui il link: http://www.dailymotion.com/video/xy0r0_mussolini-belillo_news

Rabbia regale. Anche le teste coronate, che dell’etichetta e del self control sono maestri, a volte cedono ai nervi. È successo all’ex re di Spagna Juan Carlos, nel corso di un polemico meeting Ibero-Americano, il summit annuale dei Paesi di lingua spagnola. A prendere la parola è l’allora presidente del Venezuela Hugo Chavez, che si scaglia contro l’ex premier spagnolo Josè Maria Aznar definendolo “un fascista”. Interviene Zapatero per difenderlo, ma Chavez insiste. Juan Carlos non si trattiene e gli fa “Por qué no te callas?”(Perché non stai zitto?).

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Il Cav e il dito medio. Amministrative 2005, si vota in Trentino-Alto Adige. C’è il comizio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in appoggio al candidato del centrodestra. Il premier non si trattiene e racconta la storiella di un ragazzo che gli ha fatto il dito medio. Dopo aver raccontato alla madre l’offesa ricevuta, l’anziana donna, sempre secondo il racconto del Cavaliere, lo avrebbe così consolato: “E allora? Voleva dire che eri il numero uno”. Il tutto accompagnato dalla mimica del gesto.

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La fiala patacca. Consiglio di sicurezza dell’Onu, 5 febbraio 2003. L’allora segretario di Stato Usa Colin Powell porta la “prova” della presenza in Iraq di armi chimiche e batteriologiche in possesso di Saddam Hussein. Il capo della diplomazia americana sventola durante il suo discorso una fialetta, a suo dire contenente antrace. Poi mostra diverse foto satellitari per testimoniare la capacità del regime irahceno di produrre queste armi attraverso laboratori mobili. In seguito si scoprì che gran parte delle argomentazioni portate avanti da Powell erano totalmente false, e lo stesso ex segretario di Stato ha poi definito l’episodio “una macchia” sulla sua carriera.

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