Il ministro star si dimette: “Lascio per aiutare Tsipras”


L’anticonformista ex ministro lascia il governo ellenico dopo la vittoria del “no” al referendum: “Alcuni partner preferiscono una mia assenza, orgoglioso del disgusto dei creditori nei miei confronti”


Yanis Varoufakis
Yanis Varoufakis

L’aria da attore ce l’ha, l’ha sempre avuta. E il finale delle sua esperienza da ministro delle Finanze di Atene è un vero colpo di scena. Yanis Varoufakis, 54enne economista, lascia il governo barricadero di Tsipras esattamente il giorno dopo la vittoria del “no” al referendum sulla proposta di accordo dei creditori. “Se vince il si mi dimetto” diceva Varoufakis. Dimissioni che sono arrivate anche con il risultato opposto.

“Lascio per aiutare Tsipras nella trattativa” ha detto l’ex ministro. E fa un certo effetto, come se il brillante Varoufakis in realtà si sia rivelato inadatto, o peggio ancora “indigesto” ai piani alti dell’Ue.

“Un perditempo, un giocatore d’azzardo, un dilettante”, così avevano definito l’economista greco i suoi parigrado. Era aprile, un tesissimo vertice dell’Eurogruppo.

Varoufakis con Schaeuble
Varoufakis con Schaeuble

E poi ci fu chi usciva allo scoperto, “perché siamo stati d’accordo sul fatto che non siamo d’accordo” fu la surreale conclusione di Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco e alfiere del rigore, dopo una (glaciale) conferenza stampa congiunta con Varoufakis il 6 febbraio. Il rapporto tra i due, dopo mesi di estenuanti e infruttuose trattative, è diventato di totale ostilità.

La vittoria del “no” è stata politicamente (economicamente il discorso è più complesso) un trionfo per Tsipras e il suo ex ministro, uno schiaffo ai “falchi” del rigore e alla Merkel prima di tutto. Ma proprio nel momento della vittoria Yanis molla, getta la spugna e dice quello che quasi tutti già avevano capito: “Alcuni partner preferiscono una mia assenza dai loro vertici”. Da sottolineare il “loro”. E poi una bordata sui creditori: “Porterò con orgoglio il loro disgusto nei miei confronti”. Disgusto, mica antipatia.

Varoufakis ieri in conferenza stampa
Varoufakis ieri in conferenza stampa

E il commiato è stato l’ennesimo show del Varoufakis style, l’uomo che per quanto riguarda l’informalità va oltre l’ex capo Tsipras (che non indossa mai la cravatta). Dopo gli spostamenti in Harley Davidson e la camicia fuori dai pantaloni (di cravatta è inutile parlarne), per l’addio al governo Varoufakis ha scelto Twitter e il suo blog dopo che ieri si è presentato davanti ai microfoni conciato da autentica controfigura di Bruce Willis: chioma rasata d’ordinanza e t-shirt verde chiaro tipo Die Hard. Personaggio fino all’ultimo.

Il tweet di Varoufakis dove annuncia le sue dimissioni
Il tweet di Varoufakis dove annuncia le sue dimissioni

Ma al nostro Varoufakis non manca certo il curriculum. Si laurea in matematica e statistica, fa un dottorato all’Università dell’Essex, dove già insegnava Economia. Poi un anno all’Università di Cambridge, “senior lecturer” per 11 anni all’ateneo di Sidney, docente ad Atene e per due anni anche all’Università del Texas di Austin.

Studi a parte le differenze con i colleghi europei erano non da poco. Varoufakis appartiene ad una corrente di pensiero inquadrabile nell’estrema sinistra no-global. Nel 2013, non ancora ministro, partecipò come oratore anche al “Subversive Festival” (Festival Sovversivo), summit che si tiene ogni anno a Zagabria e raccoglie politici, pensatori, artisti e scrittori tutti ascrivibili all’area della sinistra estrema. Difficile che chi vada a nozze in quell’ambiente sia poi adatto a trattare con Frau Merkel, la Troika, la Commissione, la Bce e compagnia bella. Difficile, ma non impossibile. A Varoufakis non è riuscito, ma si è consacrato come “star” e volto riconosciuto da tutti. Si ipotizza un suo ruolo come nuovo testimonial del “pensiero critico” di sinistra, una sorta di guru e punto di riferimento intellettuale. Con tutta probabilità sentiremo ancora parlare di lui.