Il no greco secondo lo psicologo: “Il fascino dell’ambiguità”


Intervista a Francesca Marzo, ricercatrice: “Gli analisti hanno sottovalutato la volontà di decidere in quale direzione dovrà muoversi il Paese”


Il voto dei greci al Referendum sulle richieste dei creditori ha sorpreso gli osservatori internazionali e infiammato gli animi di milioni di cittadini europei contrari ai diktat di Bruxelles. Ma cosa ha spinto i greci a votare “oxi”, no, al Referendum? Lo abbiamo chiesto a Francesca Marzo, dottore di ricerca in scienze cognitive.

In che modo l’emotività influisce sulle decisioni economiche?

C’è sempre stata una divisione negli studi economici tra scelte emotivamente elaborate e razionalmente prese. In realtà le scienze cognitive dimostrano che emozione e cognizione interagiscono sempre, tutte le scelte sono sia emotive che cognitive. Le emozioni possono intervenire come motivazione di base, per esempio durante un incendio la decisione di fuggire nasce da una emozione come la paura. Oppure le emozioni possono avvenire all’interno del processo di cognizione o ancora alla fine di tale processo quando si ha il “regret” ovvero ci emozioniamo pensando ad una decisione presa. Prendere decisioni in maniera razionale in realtà comporta sempre una decisione di tipo emotivo.

Di solito si tende a dare più valore a ciò che si conosce. Perché i greci questa volta hanno scelto il rischio?

Evidenze empiriche dimostrano che esiste un’avversione all’ambiguità. Effettivamente in condizioni di incertezza la valutazione può essere fatta in maniera più cosciente. L’ambiguità è spesso vista con avversione, in qualche modo si preferisce restare nel territorio del certo piuttosto che in quello dell’ambiguo.

Il voto greco ha smentito tutte le previsioni. Perché è stata scelta un’incognita?

Sì, i greci hanno scelto una via d’uscita dalla situazione attuale. Il quesito era restare nella certezza o andare nell’ambiguità. Però la condizione attuale (e quella che si prospettava come futura) non erano percepite come accettabili. La motivazione alla base di questa scelta è un misto tra identificazione in un gruppo e illusione di controllo. La scelta dei greci è una scelta di partecipare, di avere un’influenza sulle cose. Hanno scelto di decidere per influire sulla direzione da far prendere al Paese. Questo è l’aspetto che non era stato previsto nelle analisi pre voto.

Perché i cittadini dei paesi del sud Europa hanno reagito con tanto entusiasmo?

C’è un’identificazione tra i Paesi che stanno soffrendo la politica di austerità imposta da Bruxelles, Credo si tratti di una scelta molto meno emotiva di quanto si voglia fare intendere.

il voto greco avrà delle ripercussioni sugli altri Paesi europei?

Credo avrà una grande influenza. Si tratta di un inizio di scelta di direzione, anche se allo stato attuale è impossibile predire quale direzione vorranno prendere i cittadini europei.