Da Atene alle isole: i turisti e l’incubo bancomat


Il responsabile dello sportello Sos Turista di Federconsumatori, Simone Scagliarini: “Gli italiani ci chiamano preoccupati. E alcuni chiedono se per andare in Grecia serve il passaporto”


MykonosMeta troppo rischiosa o destinazione perfetta per risparmiare? Vista dall’Italia, la Grecia di questi giorni ha due facce. Sì, perché all’indomani della vittoria del no nel referendum lanciato dal premier Alexis Tsipras, sono tanti i turisti che si interrogano. Confermare o cambiare meta?

Un dubbio quasi amletico. E scioglierlo non è facile. A spingere per la conferma ci sono i prezzi davvero stracciati di un Paese che può sembrare a un passo dal collasso. Le tariffe medie, infatti, sono nettamente più basse di quelle che si trovano in una qualsiasi località vacanziera italiana. Più basse, anche, delle tariffe offerte in Spagna e nell’economica Croazia. E perfino le case potrebbero rivelarsi un affare. Escludendo le isole più alla moda, il mercato immobiliare permette agli italiani di farsi strada tra le occasioni.

Vantaggi che, però, non attenuano le preoccupazioni. Nelle ultime settimane, il timore degli effetti di un’eventuale Grexit si è diffuso come una febbre. E le immagini delle code davanti agli sportelli bancomat certo non hanno aiutato, anzi hanno accentuato le paure. Per fronteggiare la situazione e il limite al prelievo di denaro contante (oggi fissato a 60 euro, domani chissà), i tour operator hanno raccomandato ai turisti di partire con sufficienti riserve. Oltre a quelle, valgono le carte di credito che, nel caso degli italiani e dei viaggiatori in genere, non subiscono limiti di prelievo.

Ma, come la prospettiva di riempire la cassaforte in hotel, così l’opzione del “denaro di plastica” non sembra rassicurare del tutto. “Tanti turisti ci stanno chiamando in queste ore per sapere se partire è la scelta giusta”, spiega Simone Scagliarini, responsabile per Federconsumatori dello sportello “Sos Turista”. “Vogliono sapere se potranno guidare, se i traghetti prenotati partiranno, se conviene portare con sé molto denaro contante”.

Alcuni sperano anche di poter cambiare destinazione o di rinunciare al viaggio. “Ma in questo senso non esiste un fondamento giuridico”, precisa Scagliarini. La sentenza della Corte di Cassazione che, nel 2007, ha sancito il diritto dei turisti a un cambio o a un no vale soltanto per le aree definite a rischio dalla Farnesina. “Per varie zone dell’Egitto, per esempio, la richiesta può essere avanzata. Non così per la Grecia, che nonostante le gravi difficoltà non costituisce zona a rischio”.

Ma l’assenza di un fondamento sul piano del diritto non esclude che i viaggiatori possano tentare di strappare un consenso parlando direttamente con i tour operator. “Chiamare l’organizzatore del viaggio e chiedere un cambio prenotazione o un rimborso è una strada comunque percorribile”, afferma Scagliarini.

L’associazione dei consumatori offre assistenza legale stragiudiziale a chiunque ne abbia bisogno. Ma, in queste ore, è impegnata soprattutto a tranquillizzare gli italiani in viaggio. “Stiamo spiegando che la voce che circola sulla necessità del passaporto per andare in Grecia non è fondata”, raccontano dagli uffici di Federconsumatori. La Grecia è ancora in Europa, fino a prova contraria. Ma, certo, che ci siano dubbi sul punto è un fatto eloquente. “Più giustificato il timore di ritrovarsi a secco, senza denaro nel portafogli. Partire con un po’ di riserva può essere utile. In ogni caso, consigliamo di informarsi costantemente sul sito della Farnesina”, conclude Scagliarini.

E se gli italiani temono gli effetti della devastante crisi greca e le ripercussioni della rottura tra l’esecutivo Tsipras e le istituzioni europee, quel che temono i greci, invece, si può solo immaginarlo. Un impatto negativo sul turismo affosserebbe ancor di più il Paese. Un Paese che deve al turismo il 17 per cento del proprio interno lordo e che, secondo i dati della Banca di Grecia, nel primo trimestre del 2015 aveva assistito a un aumento dei turisti pari al 46%.