Renzi oggi da Obama, gli Usa chiedono impegno in Libia


Tra i due leader c’è un feeling consolidato, ma l’inquilino della Casa Bianca vuole un’Italia più attiva sul fronte della lotta al terrorismo. La Russia di Putin l’altro nodo


Matteo Renzi con Barack Obama
Matteo Renzi con Barack Obama

Una visita amichevole, tra due leader “smart” che piacciono alla gente che piace. Ma oltre ai tappeti rossi e alla conferenza stampa comune, Obama e Renzi dovranno sciogliere alcuni nodi non di poco conto tra Italia e Usa.

Il presidente del Consiglio arriverà oggi a Washington e alloggerà alla Blair House, il complesso di proprietà della Casa Bianca dove vengono fatti alloggiare i leader “amici”, i capi di Stato o di governo di Paesi dalla comprovata amicizia e alleanza atlantica.

Ma dopo il trattamento a cinque stelle Obama vuole da Renzi risposte su un tema chiave: la Libia. Gli Stati Uniti sono molto preoccupati dall’avanzata dell‘Isis nell’ex regno del colonnello Gheddafi. Il generale Allen, comandante della coalizione internazionale contro i jihadisti, ha esortato tutti gli alleati a dare seguito alle preoccupazioni che negli ultimi mesi Roma non ha mancato di esprimere. Ma, proprio dall’Italia, gli Stati Uniti si aspettano qualcosa in più. Anche per motivi geografici, essendo il nostro Paese quello più esposto per la vicinanza alle coste.

Miliziani dell'Isis in Libia
Miliziani dell’Isis in Libia

Gli Usa sono pronti a dare tutto: intelligence, aiuto economico, armi e forniture. Ma non vogliono assolutamente far poggiare ai marines i loro stivali sulle coste libiche. Una pregiudiziale non da poco, vista la complessità (e anche i “danni collaterali”) che comporterebbe un qualsiasi tipo di intervento militare contro l’Isis.

Ma Washington chiede che l’Italia assuma un ruolo di leadership, che traini con sé i (recalcitranti) alleati europei. Roma, quando è scoppiata la crisi, si era detta pronta ad inviare in Libia 5.000 soldati. Ed è su questo annuncio che farà perno Obama: “Caro Matteo, ce li manderesti davvero 5.000 militari a combattere l’Isis?”.

Di come si dovrebbe articolare il compito di una coalizione ancora non si sa nulla. La linea ufficiale americana, per il momento, è dare fiducia alla mediazione Onu. Che anche nel caso in cui (ad oggi, difficile) abbia successo, aprirà una fase dove servirà un contingente di pace. Contingente che dovrà avere il “primato” italiano.

Matteo Renzi con Vladimir Putin
Matteo Renzi con Vladimir Putin

Altro nodo è la Russia. Fonti vicine ad Obama hanno reso noto che il presidente non ha molto gradito la visita di Renzi da Putin qualche settimana fa. I rapporti tra Mosca e Washington sono tesi, visto che la Russia dialogante e aperta del dopo Urss è solo un lontano ricordo. Contro l’espansionismo putiniano Obama vuole un fronte occidentale compatto, e Renzi anche su questo dovrà prendere posizione.