Alluvione Genova, Paita indagata. Renzi conferma fiducia


È candidata per il Pd alla presidenza della Liguria. Pm contestano concorso in omicidio colposo e disastro per l’esondazione del Bisagno dello scorso ottobre: “Ci fu mancata allerta”


paitaUn terremoto dopo l’alluvione. La candidata del Pd alle regionali in Liguria, Raffaella Paita, è indagata nell’inchiesta sull’esondazione del torrente Bisagno, a Genova, nell’ottobre scorso. Le accuse sono il concorso in omicidio colposo e il disastro colposo.

Da assessore alla Protezione civile della giunta Burlando, la Paita – secondo la Procura del capoluogo ligure – non avrebbe gestito a dovere l’emergenza maltempo che provocò l’alluvione e la morte di una persona. Una nuova grana per il premier Matteo Renzi (dopo il caso De Luca in Campania), che martedì era proprio a Genova per l’apertura del cantiere di messa in sicurezza del Bisagno e che sul voto locale del prossimo 31 maggio ha intenzione di spendersi a fondo: “Io non abbandono i nostri amministratori”, ha confermato ieri, ribadendo la fiducia alla “sua” candidata. La Paita, in piena campagna elettorale, si è detta “a disposizione del partito” ma certa di aver “agito nella massima correttezza”.

LA RICOSTRUZIONE – I pm Gabriella Dotto e Patrizia Ciccarese stanno indagando sul mancato genova_alluvione_07_1allarme meteo della notte tra l’8 e il 9 ottobre scorsi: alle 18 l’Arpal, l’agenzia regionale per l’Ambiente aveva diramato un bollettino rassicurante pur prevedendo forti piogge, previsione che non fu cambiata se non a disastro avvenuto. Nessuno sarebbe stato presente nella sede della Protezione Civile della Regione quando il Bisagno uscì dagli argini. La sede sarebbe poi tornata pienamente operativa dopo la mezzanotte. Paita, ascoltata dalla Procura nei mesi scorsi, ha sostenuto di essere sempre stata, tutta la notte, nella centrale operativa.

LE REAZIONI – L’indagine a carico della Paita è una bomba su una campagna elettorale nella quale la sinistra non si presenta compatta. La candidata del Pd – renziana, 41 anni, moglie del presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo e vincitrice delle primarie contro Sergio Cofferati accompagnate da una serie di polemiche su presunti brogli – dovrà fronteggiare la concorrenza interna del candidato civatiano Luca Pastorino. Un’elezione, quella ligure, su cui il centrodestra punta forte con il braccio destro di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti. Che però si è mostrato garantista. 

Sempre nel Pd, incassato il sostegno di Renzi, cauto anche il presidente Matteo Orfini.