Uccide due donne e si suicida: “E’ il volere della divinità”


Giancarlo Bossola, ex poliziotto, ha ammazzato la sua compagna e un’altra donna. Poi si è dato fuoco. Movente pseudo-religioso


1378904_1429083322-ko4B-U10402885727480SF-700x394@LaStampa.itHa ucciso due donne. Poi si è tolto la vita. Sosteneva di aver seguito il volere della divinità Giancarlo Bossola, l’ex poliziotto di 60 anni che ha ammazzato la compagna cubana di 52 anni nel loro appartamento di Alessandria. La stessa sorte è poi toccata ad una 47enne di Ventimiglia.

LA DINAMICA – A mezzanotte la polizia di Genova ha ricevuto una telefonata. Era Giancarlo Bossola: “Andate a casa mia, in via Pascoli, e troverete una donna morta. Ucciderò ancora”, ha confessato l’ex poliziotto. Le forze dell’ordine, arrivate nella sua abitazione ad Alessandria, hanno trovato il cadavere della donna cubana. L’ipotesi è che sia stata strangolata o soffocata, ma per avere la certezza si devono attendere i risultati dell’autopsia.

Dopo aver ucciso la sua compagna l’ex poliziotto si sarebbe messo alla guida di un’auto fuggendo in direzione Ventimiglia. Forse progettava di scappare in Francia. Invece, proprio sull’autostrada, tra Orco Feglino e Finale, si è ucciso dandosi fuoco.

Alla polizia è quindi arrivata la segnalazione di un’auto in fiamme sulla Genova-Ventimiglia. Dentro c’erano, carbonizzati, i corpi dell’uomo e di una donna italiana che lo frequentava: la seconda vittima predestinata. “Ucciderò di nuovo”, aveva avvertito Bossola per telefono al 113. Ancora non è chiaro se l’uomo abbia ucciso prima lei o se i due siano morti assieme nel rogo.

IL MOVENTE RELIGIOSO – Perquisendo la casa di Giancarlo Bossola, gli inquirenti hanno trovato una lettera in cui l’uomo annunciava il compimento dei due delitti e l’intenzione di togliersi la vita. Nel documento l’ex poliziotto spiegava anche la volontà di attuare “il disegno divino” che prevedeva le tre morti.

Sia Bossola che la compagna cubana credevano nella Santeria. La donna sosteneva anche di essere una medium in grado di interpretare la volontà divina. Gli inquirenti per questo, tendono a optare per un movente pseudo-religioso alla base del duplice delitto.