Armeni, premier turco: “Papa ha aderito al fronte del male”


Erdogan rincara la dose: “Potremmo espellere 100mila armeni dalla Turchia se volessimo”. Intanto l’arcivescovo cattolico di Armenia invia al pontefice un dossier sul genocidio


>>>ANSA/ANCORA POLEMICHE SUL GENOCIDIO, PER TURCHIA E' CALUNNIAL’ira turca dopo il discorso del Papa sugli ameni non si placa. Il premier Ahmet Davutoglu ha accusato Bergoglio di aver aderito al “fronte del male”, composto da coloro che complottano contro la Turchia. 

E il fuoco contro il Pontefice è incrociato. Dopo le parole di Davutoglu, è Recep Tayyip Erdogan a rincarare la dose: “Gli oltre 100.000 armeni che lavorano in Turchia non sono cittadini turchi, li potremmo espellere anche se ancora non lo abbiamo fatto”, ha affermato il presidente della Turchia. Erdogan ha poi sottolineato che le parole del Papa sono “un errore da non ripetere” e che “la Turchia non può accettare di essere responsabile di un simile crimine”.

IL DOSSIER ARMENO AL PAPA – Monsignor Raphael Minassian, arcivescovo cattolico di Armenia, Georgia e Russia a Erevan intanto, ha consegnato a Papa Francesco un dossier di oltre 1.120 pagine sul genocidio degli armeni. “Lui lo ha ricevuto commosso e mi ha detto che la preghiera e la solidarietà umana sono la sua forza”. Ha affermato Minassian, che ha poi aggiunto: “Noi siamo davvero grati al Papa, perché per cento anni gli armeni hanno sempre chiesto giustizia e diritto, ma il mondo politico li ascoltava con un orecchio ‘sordo’. Ora speriamo che dopo le parole di Francesco si mobiliti la stessa Unione Europea. E l’Italia deve essere al fianco del Papa, per il bene dell’umanità”.

LA REPLICA DI LOMBARDI ALLA TURCHIA – Padre Federico Lombardi è chiaro sul discorso tenuto dal papa: “È stato chiaro, molto ricco e con un riferimento a una conclusione di riconciliazione e di dialogo, in una prospettiva positiva. Il discorso del Santo Padre non aveva bisogno di essere ulteriormente spiegato o difeso: se c’è stata da parte turca una reazione, ne prendiamo atto, ma non abbiamo ritenuto fosse il caso di fare polemica o battibecchi. Prendiamo atto che ci sono state reazioni».