Migranti. Spari dai libici contro la Guardia Costiera


Intanto in Italia è emergenza accoglienza. Il Viminale chiede ai prefetti di attrezzarsi per ospitare altre 6500 persone


Servono altri 6.500 posti per i migranti in arrivo. Subito, anche a costo di “provvedimenti di occupazione e requisizione”. La richiesta, partita dal Viminale e indirizzata ai prefetti con una circolare, è chiara.

La situazione è delicata, anche a livello della sicurezza. Il 13 aprile una motovedetta libica ha aperto il fuoco su una nave della Guardia Costiera italiana che stava terminando un’operazione di salvataggio. L’imbarcazione si è poi impossessata del barcone facendo rotta verso le coste libiche.

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GLI SBARCHI DI QUESTI GIORNI – Il bilancio è di 5.629 sbarchi da venerdì 3 aprile. Martedì 13 però, altre 16 imbarcazioni sono state segnalate in arrivo. Nel porto di Palermo ad esempio, è approdata una nave della Guardia Costiera con 1169 profughi. Mentre in quello di Reggio Calabria è arrivata una nave della Marina Militare con a bordo 677 migranti e il cadavere di una donna, morta per annegamento.

Un migrante è deceduto durante la traversata per esalazione di benzina. Il corpo, hanno riferito testimoni, è stato gettato in mare. Squali lo hanno dilaniato.

SITUAZIONE ITALIANA AL COLLASSO –  Nella Penisola i luoghi destinati all’accoglienza sono strapieni. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dall’inizio del 2015 a martedì 13 aprile sono sbarcati a 18.260 migranti. Ma gli arrivi continuano e con quelli della notte potrebbero superare quota 20.000. L’urgenza è trovare al più presto nuove strutture per accogliere i profughi.

GRAFICO. L’andamento degli sbarchi dal 2011 ad oggi. 

LA DISTRIBUZIONE DEI NUOVI MIGRANTI NELLE REGIONI – Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Campania dovranno accogliere 700 immigrati ciascuna. La Puglia 300, il Lazio e le Marche 250. Il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Sardegna e la Calabria 200. Le altre a scendere fino a 50 immigrati. In tutto 6.500 persone.

GRAFICO. Distribuzione attuale dei migranti nelle strutture provvisorie.

PREVISTI ALTRI SBARCHI – 
Come soluzione provvisoria si pensa di sistemare gli stranieri all’interno delle caserme da ristrutturare. Ma se la situazione dovesse peggiorare non è escluso l’utilizzo delle tende. La situazione delicata in cui versa la Libia lascia prevedere molti altri arrivi. Sulle coste africane infatti, c’è un gran numero di profughi pronto alla partenza.