Edilizia scolastica, il piano rimasto al palo


Gran parte delle risorse per nuovi investimenti, ristrutturazione ed efficienza energetica sono ancora bloccate. Tra queste i 940 milioni previsti dall’ex ministro Carrozza


Tanti interventi promessi, pochissimi realizzati. I programmi per l’edilizia scolastica, lanciati dal premier Matteo Renzi e non solo, sono in buona parte fermi. Finanziati ma utilizzati solo in piccola parte, i fondi in sospeso alimentano le polemiche sul caso di Ostuni, dove ieri nella scuola “Enrico Pessina”, parte del soffitto è crollata ferendo due bambini.

Tra le risorse mai sfruttate il cosiddetto “decreto mutui” previsto dall’ex ministro del governo Letta Maria Chiara Carrozza: 940 milioni, per 4mila interventi, al palo per mancanza di decreti attuativi (uno è all’esame della Corte dei Conti). In attesa di decreto attuativo anche i 350 milioni disponibili per migliorare l’efficienza energetica delle strutture scolastiche. Il ministero dell’Ambiente dà per imminente il provvedimento ma la sua bozza risale allo scorso ottobre.

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Stesso discroso per i 330 milioni dell’Inail, che risalgono addirittura al luglio 2013 (il decreto legge “del fare”). Mai sfruttati, scivolano nel ddl “della buona scuola” (attualmente alla Camera) che farà una scrematura delle proposte selezionando soltanto i progetti più innovativi.

Entro dicembre 2015 ci sarebbero poi da spendere i fondi europei, intorno ai 380 milioni ma ancora tutti da programmare, che il Miur aveva assicurato.

L’ultimo stanziamento a favore delle scuole è stato approvato venerdì scorso dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica ). Quasi 200 milioni di cui 37 destinati alle strutture scolastiche per un totale di 23 interventi.

Intanto il Miur continua ad aggiornare i suoi piani per le scuole belle, quelle sicure e quelle nuove. Gli interventi di piccola e piccolissima manutenzione in testa: 5290 interventi sono previsti per il primo semestre del 2015 e più di 7mila sono già stati realizzati (comunque non tanti quanti erano stati previsti per il 2014). Pochi passi avanti anche nel programma di messa in sicurezza delle strutture, che ha prodotto più di 2mila interventi non del tutto conclusi.