Un missile causò la strage di Ustica. Fu battaglia aerea


La sentenza ha stabilito in via definitiva che nei cieli di Ustica vi fu una battaglia aerea tra velivoli militari di vari Paesi. I ministeri della difesa e dei trasporti dovranno risarcire i parenti delle vittime


usticaNon si trattò di una bomba a bordo né di un cedimento strutturale. Il Dc-9 dell’Itavia fu abbattuto da un missile. Lo ha stabilito, in via definitiva, la prima sezione civile della corte d’Appello di Palermo.

Il 27 giugno del 1980 un razzo fu lanciato contro il Dc-9, partito da Bologna e diretto a Palermo. Il velivolo precipitò a largo di Ustica, nell’impatto morirono tutti gli 81 passeggeri del volo.

Dopo 35 anni di indagini e depistaggi, i giudici hanno sposato per intero le conclusioni raggiunte in primo grado, attribuendo al ministero della Difesa  e a quello dei Trasporti, la responsabilità di non aver assicurato adeguate condizioni di sicurezza al volo Itavia. Inoltre, la Corte d’Appello si è pronunciata rigettando i 4 appelli che l’avvocatura dello Stato aveva promosso contro alcune sentenze, emesse nel settembre del 2011 dal Tribunale di Palermo, che condannano i ministeri dei trasporti e della difesa a risarcire i familiari di 68 vittime.

La sentenza a cui i giudici della corte d’Appello hanno fatto riferimento per la loro decisione è quella del giudice Rosario Priore che già nel 1999 concluse che il Dc-9 era stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea e che la sua rotta era stata disturbata da velivoli militari di diversi Paesi, tuttora da identificare.

Secondo i giudici di secondo grado, la circolazione di altri aerei lungo la stessa aerovia del Dc-9 è un fatto colposo imputabile ai due ministeri:

perché le amministrazioni convenute avrebbero dovuto garantire l’assenza di ostacoli o pericoli per la circolazione aerea lungo la rotta assegnata e, comunque, adottare misure idonee a prevenire l’incidente (ad esempio non autorizzando il decollo del Dc-9 o il volo sulla solita rotta, o assegnando altra rotta per il volo di quel giorno)“.

In base a queste motivazioni i ministeri della difesa e dei trasporti dovranno risarcire, per una cifra che dovrà essere quantificata, i familiari delle vittime del disastro del Dc-9 Itavia. 

La corte ha dichiarato prescritto il solo diritto al risarcimento dei danni “connesso all’illecito consistito nell’avere ostacolato o impedito l’accertamento della verità sulle cause del disastro”, e cioè in seguito a depistaggi, eliminando la relativa condanna inflitta in primo grado al ministero della DifesaL’esatta quantificazione del danno verrà stabilita durante un’udienza che si terrà il 7 ottobre 2015.

Il 22 aprile 2014 il presidente Matteo Renzi aveva declassificato gli atti riguardanti le stragi, compresi quelli riguardanti la strage di Ustica. Nel giugno dello stesso anno anche il presidente Francois Hollande aveva deciso di collaborare all’inchiesta sulla strage. Grazie a questa apertura alcuni ex militari dell’Armée de l’air poterono ammettere davanti ai magistrati italiani che il 27 giugno 1980 i caccia della base di Solenzara in Corsica, sospettati di essere direttamente coinvolti nell’abbattimento del Dc-9 Itavia, volarono fino a tarda sera. Smentendo così la versione che la Francia aveva sostenuto per 34 anni.

Adesso molti osservatori chiedono ai due premier di compiere il passo decisivo affinché si stabilisca la verità su quanto accadde la sera della strage.