Salvini sospeso da Facebook per aver scritto “zingaro”


Intervistato da Radio Padania, il leader della Lega Nord ha anche risposto alle critiche ricevute per la sua frase shock sui campi rom “li raderei al suolo”


PORTA A PORTAIl profilo Facebook di Matteo Salvini bloccato per 24 ore. Ad annunciare la decisione del social network è lo stesso segretario della Lega Nord che afferma di essere stato sospeso per aver usato, in due diversi post, il termine “zingari”, una parola “che usava mia nonna”, ha commentato il leader del Carroccio.

E attraverso il profilo Twitter non ha esitato a fare dell’ironia per sottolineare il suo disappunto pubblicando una canzone di Iva Zanicchi dal titolo “Zingara”.

Salvini, in un’intervista rilasciata oggi a Radio Padania, ha poi definito “ipocrita” l’Italia per le polemiche scoppiate in seguito alle sue dichiarazioni sui campi rom, secondo lui “da radere al suolo”.

Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi in via Bellerio, il leader del Carroccio parlando dei nomadi ha precisato che andrebbero “tolti i figli ai genitori che li fanno rubare”. “Mi chiedo dove sono gli assistenti sociali? – ha aggiunto – Li manderei nei campi rom prima di chiuderli”.

E per rispondere alle critiche del Vaticano ha affermato: “Sentire certe parole in bocca a un vescovo mi fa tristezza. Se avessi peccato, compito di un vescovo sarebbe di riportarmi sulla retta via, non di insultarmi”.

Già ieri sera, ospite della trasmissione Otto e mezzo condotta da Lilli Gruber, Salvini aveva provato a giustificare la sua dichiarazione ribadendo il suo pensiero.

“Secondo me i rom devono avere gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri cittadini italiani”. “Se io fossi al posto di Renzi o di Alfano – aveva precisato – molto educatamente e civilmente manderei un preavviso di sfratto dicendo che quelli che sono oggi campi di sfruttamento e di illegalità tornerebbero ad essere parchi o aree giochi per bambini. E i rom – aveva concluso – hanno tutto il diritto di cercarsi una casa come fanno tutti gli italiani, di comprarla, di affittarla, di fare il mutuo, di chiedere una casa popolare se ne hanno diritto”.