Debiti e ipoteche, chi è Giardiello. E chi sono le vittime


Claudio Giardiello era imputato per il fallimento di una società. Uccisi l’avvocato difensore, un giudice e un altro imputato


Claudio Giardiello
Claudio Giardiello

Si chiama Claudio Giardiello. È stato questo imprenditore di 57 anni ad aprire il fuoco al terzo piano del Palazzo di Giustizia di Milano, uccidendo tre persone e ferendone due. Mentre potrebbe esserci un quarto morto per malore. Secondo i Carabinieri che lo hanno catturato a Vimercate, l’uomo, originario di Benevento, era imputato per il crac della Magenta Srl, avvenuto nel 2008. Giardiello era il socio di maggioranza di questa società immobiliare ed era coinvolto anche nel fallimento di un’altra società immobiliare, la Leonardo, risalente al 2012. L’uomo aveva dovuto far fronte anche a una lunga serie di ipoteche e pignoramenti per debiti. “Una persona sopra le righe, ingestibile come cliente perché non ascoltava mai i consigli. Era uno che pensava che tutti lo volessero fregare, era paranoide”, lo ha descritto così il suo ex avvocato Valerio Maraniello. L’uomo era stato legale di Giardiello fino a un paio di anni fa poi aveva lasciato l’incarico proprio per il carattere “difficile” del cliente.

Viitima: il legale difensore Lorenzo Claris Appiani
Viitima: il legale difensore Lorenzo Claris Appiani

Maraniello era stato legale dell’impresario con Lorenzo Claris Appiani, una delle tre vittime cadute sotto i colpi di pistola di Giardiello. “Era un collega molto bravo, giovane”, ha detto Maraniello. Sembra che Claris Appiani avesse appena rimesso il mandato. Forse proprio questa decisione ha scatenato la follia omicida. Milanese, 37 anni, studi alla Statale, Claris Appiani è stato colpito al torace e quando è arrivato al Pronto soccorso del Fatebenefratelli era già morto.

Le pallottole hanno raggiunto anche Giorgio Erba, co-imputato, e il nipote Davide Limongelli. Erba ha perso la vita in ospedale. Sessant’anni, era imputato nel processo in corso per la bancarotta della Magenta srl. È morto sotto i ferri, poco dopo il ricovero al Policlinico. I medici lo stavano operando per via delle gravi ferite da arma da fuoco. Il nipote è ricoverato in gravi condizioni.

Ha fatto sapere che sta bene Stefano Verna, commercialista ferito a una coscia. Anche lui – come Limongelli – era presente in qualità di testimone. Giardiello era stato cliente del suo studio.

Vittima: il giudice Fernando Ciampi
Vittima: il giudice Fernando Ciampi

La terza vittima è l’ex giudice fallimentare di origini abruzzesi Fernando Ciampi. Da sei anni alla seconda sezione civile – quella dei fallimenti -, in precedenza era stato presidente dell’ottava sezione civile. Aveva 71 anni ed era conosciuto per la sua austerità e il rigore. Nel 2009, per qualche mese, era stato anche presidente ad interim della seconda sezione civile. Era un periodo molto delicato: il giudice fallimentare Maria Rosaria Grossi era finita sotto accusa dalla procura di Brescia per tentata concussione e abuso d’ufficio. Ciampi aveva scritto anche numerosi testi sul diritto societario e i fallimenti. Poi aveva lasciato la sezione fallimentare e lavorava al Tribunale delle imprese. In passato aveva emesso una sentenza per il fallimento di una società collegata alla Magenta. Per questo motivo era stato citato come teste nel processo per la bancarotta della società.