Presidenziali Usa, in campo Rand Paul, liberista-libertario


Senatore repubblicano per il Kentucky, oculista, è un anti-tasse e anti-spesa pubblica radicale. Favorevole alla legalizzazione della cannabis, attacca Jeb Bush: “Ragazzino ricchissimo, fumava senza rischiare”


Rand Paul
Rand Paul

Si definisce “conservatore costituzionale”, ovvero strenuo difensore dei valori originari della legge fondamentale degli Stati Uniti. Una Carta dove i diritti dell’individuo e le sue libertà (compresa l’autodifesa) sono sanciti e (più o meno) garantiti dal 1789.

Randal Howard “Rand” Paul, 52enne oculista e senatore repubblicano per il Kentucky, ha formalmente annunciato la sua candidatura alle presidenziali del 2016. Potrebbe essere lui, figlio d’arte con un papà ex deputato più volte aspirante presidente, il primo candidato repubblicano alla Casa Bianca firmatario di una proposta di legge per la legalizzazione della marijuana. Un liberista-libertario radicale, strenuo propugnatore dello “Stato minimo”, patriottico e isolazionista, a favore di drastiche riduzioni di tasse e spesa pubblica.

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Rand Paul è entrato nell’agone delle primarie sferrando un “cazzotto” al rivale Jeb Bush, figlio e fratello di un ex presidente. “Era un ragazzino ricchissimo che fumava marijuana senza rischiare” lo ha attaccato in riferimento alla legalizzazione della cannabis a cui Bush si è detto contrario. I repubblicani come lui, ha proseguito Paul, “mostrano ipocrisia, e sarà loro difficile spiegare perché mettiamo degli anziani in galera per la marijuana terapeutica”.

Rand Paul quando parlò al Senato per tredici ore consecutive
Rand Paul quando parlò al Senato per tredici ore consecutive

La sua prima proposta di legge da senatore è stato un taglio di 500 miliardi di dollari di spesa pubblica in un anno, con la quasi cancellazione del ministero dell’istruzione, il dimezzamento del budget per l’Interno e lo scioglimento di sette agenzie governative. Critico sul Patriot Act (la legge del 2001 che conferisce poteri extra alle forze di sicurezza per prevenire atti di terrorismo), nel 2013 parlò al Senato per 13 ore consecutive opponendosi all’uso dei droni e alla nomina di John Brennan a capo della CIA.

“Another kind of republican”, così viene presentato nei suoi video elettorali, dove parla dietro ad un palco su cui c’è scritto “Defeat the Washnigton machine”, “sconfiggi la macchina di Washington”, richiamo esplicito a contrastare il potere “centralista” della capitale.

Molto distante dalla destra cristiana, con cui condivide solo la contrarietà all’aborto, e dalla corrente moderata e pragmatica (vicina a Jeb Bush), rappresenta in ogni caso una componente storica dell’elettorato conservatore americano. Una corrente a cui aveva aderito anche il primo Ronald Reagan, salvo poi convertirsi ad un conservatorismo “di governo” (celebre la sua battuta sul debito pubblico Usa che è “abbastanza grande da poter badare a sé stesso”).

Molto difficile che uno come lui possa vincere le primarie, al massimo (e sarebbe già tanto) potrebbe essere il candidato vicepresidente. La battaglia (politica) per antonomasia, la corsa alla Casa Bianca, è appena all’inizio.