Maria Rosaria Rossi, la donna che gestisce Forza Italia


Sempre presente al fianco di Silvio Berlusconi, quasi mai in Senato. Ritratto della 43enne campana che tiene i conti del partito e detta la linea del rinnovamento


Maria Rosaria Rossi a colloquio con Silvio Berlusconi
Maria Rosaria Rossi a colloquio con Silvio Berlusconi

Tutto passa da lei. I soldi, i nomi delle liste per le elezioni regionali, il rinnovamento del gruppo politico. Maria Rosaria Rossi, 43 anni, parlamentare dal 2008 è ormai la plenipotenziaria di Forza Italia. Il partito, o quello che ne rimane, è nelle sue mani. Tesoriera dal maggio scorso, “badante” di Silvio Berlusconi da almeno un lustro. Sempre presente a fianco dell’ex premier, quasi mai in Senato, dove figura fra le parlamentari più assenteiste.

Gli impegni del resto non le mancano. Perché l’ex Cavaliere non fa un passo senza di lei. È l’unica di cui si fida veramente. Per questo le ha affidato i conti di Forza Italia. E lei con scrupolosa meticolosità si è messa al lavoro. Accorgendosi che quel termine “tesoriera” suona piuttosto beffardo. “Ah, voi giornalisti chiamandomi così mi avete illuso che avrei trovato un tesoro. E invece trovo solo debiti. Chiamatemi debitiera…”, disse nell’estate scorsa, un paio di mesi dopo aver preso il posto di Sandro Bondi nella gestione finanziaria di Forza Italia. Un avvicendamento che l’ex fedelissimo di Berlusconi prese con filosofia. “Una cosa è certa: non abbandonerò mai né Silvio, né Forza Italia”, sostenne con passione. Certezze frantumate dagli eventi.

Il senatore Gianfranco Rotondi, in Parlamento dal 1994
Il senatore Gianfranco Rotondi, in Parlamento dal 1994

Oggi la Rossi ha scavalcato tutti. Capeggia lo staff personale dell’ex premier, monitora i volti nuovi da proporre agli elettori, liquida i “ferri vecchi” del partito, annunciando il limite imperativo dei tre mandati. Un proclama che ha fatto saltare sulla sedia gli onorevoli più anziani. Il senatore Gianfranco Rotondi ha parlato di “una lista di proscrizione preventiva notificata ai parlamentari di Forza Italia di lungo corso”. E forse sarà proprio così, perché Berlusconi si è stancato dei vecchi notabili.

Silvia Sardone, volto nuovo di Forza Italia nei salotti televisivi
Silvia Sardone, volto nuovo di Forza Italia nei salotti televisivi

La politica italiana ai tempi di Matteo Renzi è affare per giovani. Così la Rossi, insieme a pochi fidati collaboratori, ha tirato fuori dal cilindro Silvia Sardone, brillante consigliera milanese di 32 anni, tanto piacente, quanto aggressiva. Un perfetto animale da talk show, il chiaro segno dell’imminente cambio di verso di Forza Italia. Una svolta che vede Maria Rosaria Rossi in primo piano, dopo anni passati sullo sfondo. Costantemente ritratta nelle uscite pubbliche di Berlusconi, perennemente indaffarata nel tenere l’agenda quotidiana del “magico”, come lo chiama lei.

Maria Rosaria Rossi è in Parlamento dal 2008. Separata, è dal maggio dello scorso anno la tesoriera di Forza Italia
Maria Rosaria Rossi è in Parlamento dal 2008. Separata, è dal maggio dello scorso anno la tesoriera di Forza Italia

Una dote che il leader di Forza Italia le riconosce da quando la 43 enne nativa di Piedimonte Matese, provincia di Caserta, propose di organizzare una festa al castello di Tor Crescenza per risollevargli il morale. Fatti che risalgono alla primavera del 2010. È il periodo del “che fai, mi cacci?” di Gianfranco Fini. Il bunga bunga non è ancora un’espressione di dominio pubblico. Berlusconi è ancora al governo ma in chiara parabola discendente. L’intraprendenza della Rossi viene apprezzata. Del resto, organizzare eventi era la sua attività principale prima dell’ingresso alla Camera nel 2008, eletta nel collegio Lazio 1 nelle file del Popolo della Libertà. “Lady Tor Crescenza”, dopo il diploma all’istituto tecnico commerciale in Campania, è stata infatti una brillante organizzatrice della movida romana. Nata l’8 marzo del 1972, nel giorno della festa delle donne, si è accostata alla politica all’inizio del nuovo secolo. I salotti al posto delle sale da ballo, un posto in lista per la Camera anziché per un ingresso nelle dancehall capitoline.

 

Si sposa col giornalista Lucio Rizzica, ma le cose non vanno bene. Si separano, pur restando coniugati. Le delusioni nella vita privata non frenano la carriera della Rossi. Amministra una società che gestisce crediti, la Euroservice group, nel quartiere di Torre Spaccata, zona est della Capitale. Sul sito del Senato figura come “imprenditrice nel settore dei servizi”, ma la sua vera occupazione negli ultimi anni è assistere Berlusconi ovunque. Cammina sempre al suo fianco, forte di un legame di ferro con la corregionale Francesca Pascale. Due campane che poco a poco restringono sempre di più il cerchio intorno al leader. Si salvano solo il consigliere politico Giovanni Toti e la deputata Deborah Bergamini, influente esperta di comunicazione. Tutti gli altri sono a rischio. Possibili sacrificati sull’altare del rinnovamento del partito. A partire da Raffaele Fitto, in polemica da mesi con la gestione verticistica di Forza Italia. “Chi si allontana da Berlusconi, sparisce dalla scena politica”, aveva tuonato nei giorni scorsi la tesoriera factotum. Un avvertimento che ha sortito effetti visto che l’europarlamentare leccese e il capo di Forza Italia sembrano aver ritrovato l’intesa in vista delle regionali pugliesi del 31 maggio.

Dopo quella data, Forza Italia farà un punto della situazione. Difficilmente i risultati saranno esaltanti. Il partito, come la Rossi sa bene, è in dissesto finanziario, ormai prossimo a lasciare la costosa sede di piazza San Lorenzo in Lucina, dopo aver dovuto abbandonare l’oneroso piano terra di Palazzo Grazioli. E a niente sono servite per il momento le cene di finanziamento lanciate con scarso successo dall’ex animatrice delle feste romane. Emorragia nelle casse e nel consenso popolare. Nei sondaggi, la Lega di Salvini ha scavalcato il partito di Berlusconi e punta a rappresentare la destra italiana che si oppone a Matteo Renzi.

UnknownProblemi di un partito sull’orlo di una crisi di nervi, di voti e di soldi. Maria Rosaria Rossi è chiamata a tamponare tutte le falle. Andrà sempre meno in Senato e vivrà attaccata ai suoi tre telefonini. Tutti la cercano per sapere l’opinione del leader. E sottovalutano troppo la sua, di assistente personale e sacerdotessa finale del berlusconismo. Come l’ultima giapponese in guerra, l’ultima a lasciare la nave, vada come vada. Un destino incerto: curatrice fallimentare o restauratrice del centrodestra. Ai posteri una sentenza più ardua di quelle che riguardano l’uomo che le ha dato in mano il partito.