La Grecia ribadisce: Germania deve 278 mld per danni guerra


Atene calcola con esattezza quanto spetterebbe da Berlino dopo l’occupazione nazista. Intanto domani è previsto un versamento di 450 milioni di euro al Fmi


Alexis Tsipras e Angela Merkel
Alexis Tsipras e Angela Merkel

Il governo Tsipras non molla e torna a pretendere dalla Germania i danni di guerra per l’occupazione nazista in Grecia. E stavolta lo fa con estrema accuratezza: la cifra, calcolata e richiesta, è pari a 278,7 miliardi di euro. Ad annunciarlo è stato il viceministro delle Finanze greco, Dimistris Mardas, intervenendo in Parlamento sulla questione dei risarcimenti e spiegando che l’importo stimato dalla Ragioneria generale comprende anche i 10,3 miliardi del cosiddetto “prestito forzato”.

Era stato proprio Alexis Tsipras, durante la sua visita ufficiale a Berlino un mese fa, a sollevare il tema delle riparazioni con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Un argomento scaturito dal disagio vissuto dai greci per le difficili condizioni di salvataggio dalla bancarotta imposte dagli istituti di credito internazionali e per il rigore imposto dalla Germania. Berlino in realtà ha già pagato 115 milioni di marchi nel 1960 e poi nel 1990. Atene tuttavia insiste che il pagamento dei danni non avrebbe riguardato il prestito forzoso, le infrastrutture danneggiate e i crimini di guerra compiuti. Richiesta comunque già bollata come “insensata” dal vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, che ricopre anche l’incarico di ministro dell’Economia.

Lagarde-Varoufakis
Christine Lagarde e Yanis Varoufakis

Intanto è prevista per domani la riunione dei tecnici dell’Eurogruppo per valutare la situazione greca. Tuttavia, come dichiarato dal portavoce della commissione Ue Alexander Winterstein, si continua a parlare di attesa per un passo di Atene in direzione delle riforme necessarie chieste da Bruxelles. Proprio domani, tra l’altro, è previsto il versamento di 450 milioni di euro da parte della Grecia al Fondo monetario internazionale, cifra richiesta come parte del piano di salvataggio del 2010. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’economia greco Yanis Varoufakis lo scorso 5 aprile al termine dell’incontro a Washington con il presidente dell’Fmi, Christine Lagarde.

La scorsa settimana la Grecia ha presentato un nuovo pacchetto di riforme nella speranza di sbloccare la parte restante dei finanziamenti internazionali. Una proposta che però è ancora al vaglio dell’Unione Europea e del Fmi. Varoufakis ha precisato che Atene non chiederà assistenza finanziaria alla Russia (anche se oggi Tsipras volerà a Mosca per incontrare Putin). Rimane tuttavia una possibile attenuazione della chiusura alle importazioni da parte di Mosca, blocco avviato in risposta alle sanzioni europee per il conflitto in Ucraina. grexit-eurogruppo

Nel frattempo però aumenterebbe la “frustrazione” delle autorità europee nei confronti di Atene. Secondo quanto riportato dal Financial Times, molti rappresentanti dell’Ue avrebbero suggerito in conversazioni private che solo una decisione del premier Tsipras di “scaricare” l’ala dell’ultra sinistra del suo partito Syriza potrebbe rendere un accordo sul salvataggio possibile. Alcuni ministri dell’eurozona ritengono infatti che l’attuale governo greco non possa sopravvivere, in questa fase di incertezza, senza cambiare profondamente la sua configurazione. “Tsipras deve decidere se vuole essere premier o leader di Syriza”, ha affermato un rappresentante europeo al quotidiano economico britannico.

La prossima data è quella del 24 aprile, quando ci sarà la riunione dell’Eurogruppo, in cui il ministro Varoufakis ha detto di volere raggiungere un’intesa preliminare con i creditori. L’accordo si baserebbe su cinque punti: fissare l’avanzo primario intorno a 1,5%, ristrutturazione del debito, pacchetto di investimenti di Bei e Fondo europeo degli investimenti ridisegnato appositamente per la Grecia, una bad bank per le sofferenze bancarie e, alla fine, riforme strutturali.