Nucleare Iran: gli accordi potrebbero slittare di 24 ore


Trattative a oltranza per un accordo tra la comunità internazionale e l’Iran sul nucleare. Tre le questioni in sospeso. Intanto Russia e Cina hanno lasciato Losanna.


Ìèíèñòð èíîñòðàííûõ äåë Ðîññèè Ñåðãåé ËàâðîâAveva detto che gli accordi erano vicini, ma oggi se n’è andato. Il capo della diplomaziona russa Serghiei Lavrov  ha lasciato Losanna, dove si stanno svolgendo i colloqui tra i “5+1” (Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania) sul programma nucleare iraniano. La Russia sarà rappresentata dal vice ministro degli Esteri Serghiei Riabkov.

Lavrov, comunque, non è il solo ad aver lasciato la città svizzera: il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha preso la stessa decisione, dichiarando che le posizioni “sono piu’ vicine” e esortando tutti gli interlocutori “a tenere nel giusto conto gli interessi chiave di tutte le parti”.

La loro partenza può significare solo due cose: o l’intesa è realmente vicina, oppure la fase di stallo durerà ancora a lungo.

Passata la scadenza precedentemente fissata alla mezzanotte del 31 marzo, i negoziati ufficiali proseguiranno a oltranza. Gli Stati Uniti, comunque, hanno sottolineato che non si dovrebbe andare oltre la giornata di oggi. I due nodi che non si è riusciti a sciogliere entro la deadline sono i tempi per il ritiro delle sanzioni della comunità internazionale verso l’Iran e quale tipo di attività nucleare consentire alle autorità di Teheran negli anni finali dell’accordo. Tutto ciò non dovrebbe consentire all’Iran di costruire la bomba atomica.

Sulle sanzioni la Guida Suprema non transige: le misure imposte dalla comunità internazionale contro istituzioni, società e persone fisiche dell’Iran devono essere revocate “contestualmente” alla firma dell’accordo. Nessuna possibilità di sospensione graduale, nessuna clausola di ritorno al periodo pre-sanzioni in caso di violazioni, come richiesto dagli Stati Uniti. Poi ci sono altre due questioni in sospeso: il grado di ricerca sul nucleare che l’Iran sarà in grado di fare ad accordo raggiunto e dove smaltire il suo uranio impoverito.

Intanto il presidente americano Barack Obama ha riunito il team sulla sicurezza nazionale e dalla Situation Room della Casa Bianca si è collegato in videoconferenza con Losanna, per fare il punto con il segretario di Stato John Kerry e i suoi negoziatori. Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif spera che si sia entrati davvero nella fase finale, quella in cui si possa finalizzare l’accordo. La Germania invece rimane cauta: “Ci sono stati progressi misurabili ma non c’è nulla di concordato. Se ci sarà buona volontà da tutte le parti un accordo è ancora possibile” ha dichiarato una fonte della delegazione tedesca.

Contrario all’accordo il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ritiene il possibile accordo “un premio per l’aggressione iraniana” e una “minaccia alla sicurezza nazionale”. E continua: “L’intesa che stanno scrivendo a Losanna lascerà all’Iran gli impianti sotterranei, il reattore nucleare di Arak e e le centrifughe più avanzate” e ciò significa che “secondo le nostre stime il tempo necessario all’Iran per creare una bomba atomica sarà ridotto a meno di un anno, o forse a molto meno di questo”.

C’è quindi attesa per il comunicato sullo stato di avanzamento del negoziato che verrà emesso nel pomeriggio. L’agenzia russa Tass, citando una fonte diplomatica europea, dichiara che i colloqui potrebbero essere prolungati di altre 24 ore.

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Su Twitter, intanto, si è diffusa la notizia che il capo della diplomazia francese Fabius, che questa mattina era tornato a Parigi, sarebbe in viaggio verso Losanna. “Abbiamo fatto dei passi avanti, ma non su tutti i punti” aveva dichiarato.