Pd Sicilia, si dimette Zambuto. Incontrò Berlusconi


Bufera dopo le rivelazioni di Repubblica. Il presidente dem avrebbe parlato della candidatura di Alessi alle primarie di Agrigento. “No, solo vicende personali”, si difende. Il pressing dei vertici nazionali


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Marco Zambuto

Dimettersi per un incontro con Silvio Berlusconi. Può capitare, se si è presidente regionale del Pd e si vede l’ex Cavaliere a Palazzo Grazioli, forse anche per decidere il futuro candidato sindaco di centrosinistra. Cadono teste nel Pd siciliano dopo il paradossale caso delle primarie per il candidato sindaco di Agrigento, vinte da Silvio Alessi, esponente molto vicino a Forza Italia.

Sono arrivate nel primo pomeriggio le dimissione del presidente dei dem siciliani ed ex sindaco di Agrigento Marco Zambuto (giù Udc e Pdl), da stamattina nella bufera per le rivelazioni di Repubblica. A fine febbraio, venti giorni prima che i cittadini di Agrigento scegliessero Alessi come candidato sindaco, Zambuto era stato ospitato da Berlusconi nella sua residenza romana. “Per parlare di vicende personali”, è la versione dell’ormai ex presidente dei democratici, ma probabilmente anche per discutere proprio delle imminenti primarie di Agrigento.

USD AKRAGAS CALCIO
Silvio Alessi

Zambuto, a Palazzo Grazioli insieme al vice coordinatore di Forza Italia in Sicilia Riccardo Gallo Afflitto, avrebbe proprio sponsorizzato Silvio Alessi, presidente della locale squadra di calcio Akragas, poi risultato vincitore.

“Respingo con sdegno il barbaro tentativo di coinvolgermi politicamente in un episodio di solidarietà umana nei confronti di un vecchio amico con il quale oggi i percorsi politici sono totalmente diversificati e assolutamente distanti”, afferma Zambuto. Il vecchio amico è Gallo Afflitto, che, a detta del presidente dimissionario, era in difficoltà “perché alcuni media avevano rilanciato le dichiarazioni di un pentito secondo il quale il deputato nel 1988 avrebbe concorso a un omicidio di mafia. Mi ha chiesto lui, insomma, di testimoniare davanti a Berlusconi sulla sua onestà. E lo ha chiesto a me proprio perché, da avversario, potevo risultare credibile“. Per l’ex sindaco, al momento dell’incontro le candidature erano già tutte decise. 

Davide Faraone
Davide Faraone

Una ricostruzione che non è bastata ai vertici del Pd nazionale. A chiedere il passo indietro sarebbero stati il vicesegretario regionale del partito Lorenzo Guerini e il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone. I due hanno telefonato a Zambuto dopo avere saputo dell’incontro con Berlusconi. Infuriato anche Fausto Raciti, segretario regionale del Pd, che ieri ha convinto il partito a candidare l’ex governatore e viceministro Angelo Capodicasa.

Non è l’unica grana che il partito di Matteo Renzi deve gestire sull’isola: c’è anche il caso di Mirello Crisafulli a Enna, candidato sindaco ma considerato “impresentabile” dai vertici nazionali.