Nucleare iraniano, l’accordo vacilla. 24 ore per l’intesa


All’ultimo momento Teheran dice no ad una delle condizioni fondamentali: il trasferimento in Russia delle scorte di uranio arricchito. Lotta contro il tempo per un accordo


Il tavolo delle trattative sul nucleare iraniano a Losanna
Il tavolo delle trattative sul nucleare iraniano a Losanna

Una foratura all’ultimo giro. Il (travagliatissimo) accordo sul nucleare iraniano rischia il fallimento dopo che si era arrivati ad un passo dalla conclusione positiva. A far venir meno l’intesa, a 24 ore dalla dead line del 31 marzo, il rifiuto dell’Iran di trasferire in Russia le sue scorte di uranio arricchito, un componente indispensabile per la produzione di energia nucleare utile anche per la fabbricazione di armi atomiche.

Il negoziatore iraniano Abbas Araghchi
Il negoziatore iraniano Abbas Araghchi

“L’esportazione di scorte di uranio arricchito non è nel nostro programma e non intendiamo inviarle all’estero”, ha dichiarato il capo negoziatore iraniano Abbas Araghchi. Secondo il New York Times, qualora persista il diniego, l’uranio si potrebbe “miscelare” e renderlo inutilizzabile per la fabbricazione di ordigni.

Ma per i contrari all’accordo, come il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i Repubblicani al Congresso Usa, la prospettiva di lasciare grandi quantità di combustibile nucleare in Iran, in qualsiasi forma, non fa altro che rafforzare la loro opposizione.

il premier israeliano ha definito l’accordo “pericoloso”, che conferma “tutte le preoccupazioni israeliane, e sarà anche peggiore di quanto Israele ha finora temuto”.

Al tavolo delle trattative, che si svolgono a Losanna, i 5+1 (Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania e Cina), con l’aggiunta dell’Ue rappresentata dall’Alto Commissario per la Politica Estera Federica Mogherini, si preparano a 24 ore di sforzo diplomatico. “Siamo qui perché crediamo che un accordo si possa raggiungere ma deve essere un’intesa che porta l’atomica fuori dalla portata dell’Iran. Su questo non ci può essere compromesso” ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond

Mappa dei siti nucleari in Iran (da www.corriere.it)
Mappa dei siti nucleari in Iran (da www.corriere.it)

Le trattative riguardano nel complesso la revoca delle sanzioni imposte all’Iran da Onu, Stati Uniti e Unione Europea, in cambio dello stop del programma nucleare degli ayatollah. Il tutto senza però che Teheran perda la capacità tecnologica di dotarsi “in un determinato periodo” dell’arma atomica. Ed è proprio il “determinato periodo” quello che separa gli Usa dall’alleato storico Israele, che vorrebbe l’esclusione a prescindere di ogni ipotetica possibilità

L’accettazione dell’idea di trasferire in Russia l’uranio arricchito era uno degli elementi principali della bozza dell’accordo. Gli altri punti erano

– la possibilità delll’Iran di utilizzare per dieci anni solo 6.000 delle circa 10 mila centrifughe per l’arricchimento dell’uranio di cui dispone;
– controlli e verifiche costanti da parte degli ispettori internazionali agli impianti iraniani
– l’uso di alcune centinaia di centrifughe utili solo a fini medici, industriali e legati alla ricerca scientifica
– la riduzione della produzione di plutonio nella centrale ad acqua pesante di Arak
– la messa a punto di un sistema di ‘breakout’, che permetta di quantificare il tempo necessario a Teheran per realizzare in segreto un ordigno atomico (almeno un anno secondo l’Amministrazione Obama).