Grecia, riforme insufficienti e su chiavetta Usb. Eurogruppo slitta


Il piano di riforme presentato dal governo Tsipras è stato giudicato insufficiente dai creditori: “Proposte vaghe e inspiegabili tecnicamente”. Improbabile un accordo in settimana


grecia_atene_parlamentoUn piano di 18 punti, presentato in lingua greca e in chiavetta usb. Secondo indiscrezioni, la Grecia di Alexis Tsipras così fa fronte al suo impegno verso l’Ue di proporre in fretta le riforme in programma.

L’attesa lista di provvedimenti, giunta nel weekend, è stata giudicata finora insufficiente a convocare l’Eurogruppo, che dovrebbe autorizzare lo scongelamento dei circa 2 miliardi di euro necessari al Paese per evitare la crisi di liquidità. L’elenco dovrebbe comunque essere integrato e perfezionato nel corso della settimana. Potrebbero volerci diversi giorni prima che sia completo.

Intanto il tempo stringe e il Partenone rischia di finire la liquidità il prossimo 20 aprile. Rischio alimentato dalle prime dichiarazioni dei funzionari dell’Eurozona: “Le proposte sono frammentarie, vaghe e i colleghi greci non sono stati in grado si spiegare tecnicamente cosa comportassero alcune di queste”.

Più tasse sui beni dei politici (50%), innalzamento del carico fiscale fino al 50% per i redditi più alti, aumento dell’Iva nelle isole turistiche, imposte sull’alcol, stretta sul traffico di sigarette e carburante. Sono alcuni dei provvedimenti proposti dal governo Tsipras, nel pacchetto di riforme che dovrebbe portare allo Stato 3 miliardi di euro e garantire per il 2015 una crescita del Pil all’1,4%. La linea guida: colpire i ceti privilegiati e combattere l’evasione fiscale.

Tra le misure anche il tasto dolente delle privatizzazioni. L’esecutivo ha dato l’ok alla cessione della quota statale del porto del Pireo, di cui i cinesi del gruppo Cosco controllano già due terminali dal 2008. Ora, dalla vendita del 67% della Piraeus Port Authority, Tsipras prevede di ricavare oltre 500 milioni, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Nel capitolo privatizzazioni rientrano anche gli aeroporti locali, 14 dei quali sono pronti a cedere quote.

Sul pagamento di stipendi e pensioni il premier greco continua a dirsi ottimista, nonostante la minaccia di crisi di liquidità all’orizzonte. Guarda all’Europa con fiducia: “Ci sono poteri che rappresentano interessi precisi e vogliono la rottura, ma ci sono anche forze che cercano un compromesso sincero, e che prevarranno”

La parola definitiva spetta ai creditori, in attesa che il governo guidato da Syriza presenti una lista di riforme sufficienti a sbloccare l’ultima tranche di aiuti da 7,2 miliardi. I circa 2 miliardi di euro necessari a evitare l’insolvenza. Il premier greco Alexis Tsipras aggiornerà questa sera alle 20 locali il Parlamento di Atene sullo stato di avanzamento delle trattative con il Brussels Group. Ma se fonti greche parlano di passi avanti, la posizione europea sembra invece molto più pessimista.