Grecia, un altro miliardo da Bce alle banche. Riforme il 30


Pronto anche un piano di aiuti di altri 5 miliardi di euro. Ma in cambio la Commissione Ue chiede impegni precisi a Tsipras sulle riforme, tra cui potrebbe esserci anche quella delle pensioni


l43-wolfgang-schaeuble-yanis-150205150445_mediumUn miliardo in più per il fondo di liquidità di emergenza a disposizione delle banche greche. E un piano di ulteriori 5 miliardi di finanziamenti per l’economia di Atene, a patto che il governo Tsipras mantenga la promessa di varare le riforme, attese a questo punto entro la fine del mese.

La Bce ha alzato a oltre 71 miliardi, dai circa 70 precedenti, le risorse assegnate all’istituto centrale ellenico. Una buona notizia per la Grecia, che attende nei prossimi giorni anche nuovi aiuti: una riunione di emergenza dell’Eurogruppo, da tenersi venerdì o lunedì, potrebbe dare il via libera a quasi 5 miliardi di interventi, secondo quanto riporta il quotidiano greco To Vima. Il pacchetto da 4,9 miliardi complessivi comprenderebbe 1,9 miliardi dal vecchio programma di acquisto di titoli di Stato greci da parte della Banca centrale, 1,2 miliardi di euro dal meccanismo europeo di stabilità, e 1,8 dal Fondo europeo di stabilità finanziaria. Questi soldi dovrebbe aiutare il Paese a coprire il proprio fabbisogno economico di aprile, senza attuare ulteriori misure recessive.

Adesso, però, la palla passa ad Atene. Per sbloccare i finanziamenti il governo di Alexis Tsipras è chiamato ad approvare le riforme pretese da Bruxelles. “Non è più tempo di dichiarazioni ma di lavorare”, ha detto il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker. “Aspettiamo la lista completa dei provvedimenti”. Fra questi, ad esempio, dovrebbe esserci una nuova riforma delle pensioni con l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, e altre tasse. Anche di questo avrebbero discusso Tsipras e Angela Merkel nell’incontro tenutosi a Berlino negli ultimi giorni. Nel faccia a faccia il premier greco ha ribadito anche la richiesta di un impegno tedesco sul controverso tema dei risarcimenti per i danni della seconda guerra mondiale. La cancelliera ha confermato il no della Germania, concedendo però una fin qui inedita apertura al dialogo: “I colloqui continueranno”, ha detto. Resta da capire, però, su quale argomento. Per adesso è ancora la Grecia a dover soddisfare le richieste dell’Europa.