Ciro Esposito prima di morire: “Aggredito da più persone”


Spunta una registrazione effettuata dal reparto di terapia intensiva del Gemelli. Esposito: “Avevano i caschi e l’aggressore aveva accento laziale”


Ciro Esposito
Ciro Esposito

“Erano più di uno e avevano i caschi”. Lo raccontava intubato e sofferente Ciro Esposito, dal letto del Policlinico Gemelli di Roma, durante uno dei suoi 53 giorni di agonia. In una nuova registrazione, trasmessa dal Gr Rai, il tifoso napoletano colpito a Roma poco prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina racconta con parole sue cosa accadde quel 3 maggio 2014. La conversazione fu registrata dalla mamma Antonella Leardi e da un perito consulente della famiglia, la criminologa Angela Tibullo, alla quale Ciro raccontò la sua ricostruzione dei fatti. In alcuni tratti non si comprendono bene le parole del ragazzo, troppo provato delle ferite d’arma da fuoco provocategli da Daniele De Santis, detto Gastone.

Ascolta la registrazione: 

Ecco la trascrizione completa del nastro audio:: ”

La criminologa Angela Tibullo (T)  chiede a Ciro Esposito (E) : “Perché ti trovi qua?”
E.: “Perché mi hanno sparato”
T.: “Quando?”
E.: “Quando sono andato a vedere la partita”
T.: “Ma tu lo avevi il biglietto per andare allo stadio, dove l’avevi comprato?”
E.: “Dove abito io”
T.: “E tu dove abiti?”
E.: “A Napoli”
T.: “Senti Ciro, ti ricordi fisicamente questa persona vestita di nero, un po’ ciccione?
E.: “Era più di una persona”
T.: “Ti ricordi com’erano vestite?”
E: “Con i caschi”
T.: “Ma tutti o alcuni si e alcuni no?”. Pausa. “Mi dici sì per dire che c’era qualcuno che non ce l’aveva?”. Pausa. Sempre la criminologa Angela Tibullo: “E poi che ha fatto questo ti ha dato due schiaffi?”
E.: “Mi ha sparato”
T.: “Perché ti ha sparato, Ciro?”
Ciro risponde, ma le sue prole non sono chiare. La criminologa ripete ad alta voce quello che ha capito:
“Hai incontrato questo che non stava bene con la testa, ha preso la pistola e ha sparato, ma questo che ti ha sparato ha preso così la pistola e ti ha sparato o stavate urlando o è caduto? Era a terra, era alzato?”

E.: “In piedi e a terra”

T.: “Quindi sei partito, sei arrivato a Roma, ti stavi incamminando per andare a vedere ‘sto Napoli e uno è arrivato e ti ha sparato…ed erano tanti, giusto? E avevano i caschi tranne uno, mi hai detto? Ma questo qua la pistola da dove l’ha presa? Da qua? Ok. Ma l’hai sentito parlare?”

E.: “Aveva l’accento del Lazio”

 

Chiuse le indagini il 23 marzo – La procura di Roma ha chiuso le indagini sul ferimento mortale, avvenuto a poche ore dal calcio d’inizio della finale di Coppa Italia, tra Fiorentina e Napoli. L’avviso di chiusura indagini è stato notificato a Daniele De Santis, il tifoso romanista accusato di aver fatto fuoco in direzione del rivale partenopeo, morto 53 giorni dopo in ospedale. De Santis, indagato per l’omicidio di Ciro, è sotto accusa anche per porto abusivo di armi e per il tentato omicidio di Gennaro Fioretto e Alfonso Esposito, a loro volta accusati di rissa aggravata nell’ambito dello stesso procedimento. Stralciate invece le posizioni di altri quattro soggetti che, stando alla ricostruzione effettuata dagli inquirenti, assalirono il bus dei tifosi napoletani a pochi passi dal luogo degli scontri.

desantis_ciro (2)_MGTHUMB-INTERNAGli avvocati di Ciro: “Chiusura indagini passo importante” – “La chiusura delle indagini preliminari dell’inchiesta per l’omicidio di Ciro Esposito è un passo importante e determinante per lo sviluppo della vicenda e per assicurare giustizia alla famiglia dell’eroico tifoso azzurro, alla città di Napoli ed allo sport del calcio”. È quanto affermano, in una nota, gli avvocati napoletani Angelo e Sergio Pisani e Damiano De Rosa, “soprattutto in considerazione del fatto che la Procura ha riconosciuto la configurabilità dell’omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi a carico di De Santis”.

Daniele De Santis
Daniele De Santis

La difesa: “Gastone vittima a sua volta” – “Era quello che ci aspettavamo, l’orientamento della Procura di Roma è sempre stato questo ma è importante che sia stato riconosciuto che Daniele De Santis è stato oggetto, a sua volta, di una aggressione brutale”. È quanto afferma l’avvocato Tommaso Politi, difensore di “Gastone”, l’ultrà della Roma accusato dell’omicidio di Esposito. “Faremo chiarezza al processo – conclude Politi – ma va messo in risalto come la Procura abbia riconosciuto che in quella fasi drammatiche il mio assistito è stato raggiunto daalcune coltellate come da noi detto fin dal primo momento al punto che oggi vengono contestate lesioni personali permanenti”.

Ciro Esposito a terra poco dopo l'aggressione
Ciro Esposito a terra poco dopo l’aggressione

La ricostruzione – I fatti avvennero nella zona di viale Tor di Quinto, non lontano dallo stadio Olimpico. Secondo i Ris che hanno svolto una maxiperizia, De Santis fece fuoco in direzione dei tifosi del Napoli dopo essere stato raggiunto da alcune coltellate all’addome, “sopraffatto dagli aggressori”, scrivono i periti. De Santis pochi minuti prima aveva compiuto una sorta di blitz, assieme ad altre quattro persone con indosso caschi integrali (la cui posizione è stata stralciata), lanciando fumogeni contro alcuni pullman con a bordo sostenitori del Napoli. Il colpo partì dalla pistola di De Santis nel corso della rissa scoppiata nel viottolo di accesso al “Ciak Village” dove Gastone viveva in quanto custode. Il proiettile penetrò il polmone di Esposito per andarsi a conficcare nella colonna vertebrale. Lesioni che apparvero subito gravissime al punto che, come conferma il medico legale Costantino Ciallella che ha svolto una consulenza per la Procura, se Ciro si fosse salvato avrebbe comunque rischiato di rimanere paralizzato. Dal canto suo De Santis, nel corso della violenta rissa, rimase gravemente ferito al piede sinistro.