E.League: Roma eclissi totale, Inter e Toro ko. Napoli passa


La Fiorentina si aggiudica il derby europeo, mentre continua la crisi della Roma. Napoli avanti con un pareggio, niente rimonta per Inter e Torino. Alle 12 i sorteggi


6c21f8a73082a47e3c7ed6bd5794f276Erano cinque le squadre italiane che hanno giocato gli ottavi di finale di Europa League e ora sono rimaste in due. Una serata, nel complesso, non esaltante. La Fiorentina annienta la Roma con uno 0-3 maturato nei primi venti minuti e fa suo il doppio derby europeo. La rimonta che sarebbe servita a Inter e Torino per avere la meglio di Wolfsburg e Zenit San Pietroburgo non riesce: i nerazzurri perdono 1-2, i granata hanno un guizzo nel finale, ma la vittoria per 1-0 non basta. Rispetta il pronostico, invece, il Napoli: massimo risultato con il minimo sforzo, 0-0 e ritorno ai quarti di finale in una competizione europea dopo 26 anni.

ROMA-FIORENTINA 0-3. Per la Roma non c’è limite al peggio. Non basta la parabola discendente in campionato che mette a rischio secondo posto e, addirittura, zona Champions. La Fiorentina, dopo aver eliminato i giallorossi dalla Coppa Italia, ripete l’impresa anche in Europa League. Alla squadra di Montella bastano venti minuti e la serata no di tutto l’undici di Garcia per ipotecare la qualificazione. Gravissimi gli errori di Holebas (duro e inutile il fallo da rigore, trasformato da Gonzalo Rodriguez), la follia di Skorupski (per evitare un calcio d’angolo, regala a Marcos Alonso il pallone della sua prima rete in maglia viola) e l’immobilismo dell’intera difesa romanista sulla zuccata definitiva di Basanta. Contestazione finale dell’intera Curva Sud: prima esce dallo stadio e poi rientra per chiedere il confronto con la squadra. Una scena che, ormai, sta diventando il triste leitmotiv delle proteste ultra.

DINAMO MOSCA-NAPOLI 0-0. Mosca, l’Europa e il Napoli rievocano amarcord. Lo Spartak, nella Coppa Campioni del 1991, passò il turno. E la visita di Maradona a una Piazza Rossa deserta è stato da molti considerato l’ultimo gesto, tra genio e follia, del re di Napoli prima di abdicare. Negli azzurri in versione 2015, però, c’è meno poesia e più pragmatismo. La partita contro la Dinamo è stata gestita, nel complesso, bene: a Higuain e compagni è bastato amministrare per passare il turno e ritrovare il quarto di finale di una competizione europea 26 anni dopo l’ultima volta. Da segnalare due gol annullati giustamente alla Dinamo e i due legni colpiti da Mertens e Callejon.

TORINO-ZENIT 1-0. Alla squadra di Ventura serviva un’impresa. È venuta fuori una partita di grande sostanza, ma fine a se stessa. Glik, capitano goleador dei granata, trova il colpo di testa giusto quando ormai è troppo tardi: l’1-0 arriva solo nel finale e non basta per ribaltare il 2-0 dell’andata a San Pietroburgo. Nulla da rimproverare al Torino: la partita è stata affrontata con lo spirito giusto e lo Zenit ha sofferto per tutti i novanta minuti. Un’uscita dall’Europa League a testa alta, tra gli applausi della curva Maratona.

INTER-WOLFSBURG 1-2. Ci credeva, l’Inter. E i primi dieci minuti di partita avevano anche fatto ben sperare. Poi, al 23° minuto, l’italo-tedesco Caligiuri spegne gli entusiasmi e porta in vantaggio il Wolfsburg. Un grande Benaglio dice no ai tentativi nerazzurri di tornare in corsa. Il momentaneo pareggio di Palacio è solo un’illusione: il 2-1 finale dell’ex juventino Bendtner ha l’amaro sapore della sentenza.