Grecia, Bruxelles scuce 2 mld per “stimolare crescita”


Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue Juncker. I fondi, destinati a alleviare la crisi umanitaria greca e non a salvare le casse dello Stato, sono stati promessi dopo l’impegno di Atene a stilare una lista di nuove riforme


La tavola rotonda a Bruxelles
La tavola rotonda a Bruxelles

Atene resta a galla. Due miliardi di euro presi dai fondi strutturali europei non utilizzati stanno per transitare da Bruxelles alla Grecia. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Questi fondi, ha spiegato, non serviranno a salvare le casse dello stato, ma potranno essere usati per “aumentare gli sforzi a favore della crescita e della coesione sociale”.

I fondi, dunque, servirebbero a alleviare la crisi umanitaria greca. E per questo Junker si è augurato che vengano investiti in settori propizi alla crescita, per risolvere il massiccio problema della disoccupazione giovanile e per aiutare le Pmi”, e non per rimpinguare le casse dello Stato ormai vuote. Secondo i calcoli della stessa Troika, infatti, Atene sarebbe in grado di sostenere i pagamenti solo per un altro paio di settimane.

I finanziamenti arrivano dopo che ieri sera, al termine di un incontro fiume durato oltre 3 ore, Atene si è impegnata a presentare entro pochi giorni una nuova lista di riforme. Era stato il premier Alexis Tsipras a volere la riunione nel corso della giornata di ieri, raccogliendo fredde reazioni. Ma ha portato a casa il risultato: le oltre tre ore di confronto si sono concluse con una dichiarazione di una decina di righe, nella quale si confermano gli impegni dell’intesa del 20 febbraio tra Grecia e Bruxelles.

Dibattito tra Tsipras, Merkel, Hollande, Draghi –  Al summit di ieri notte, oltre a Tsipras, c’erano la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il presidente della Bce Mario Draghi, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, quello della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e quello dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem.

Un nuovo impegno per le riforme – “Aderiamo pienamente – è l’inizio del documento – all’accordo dell’Eurogruppo del 20 febbraio. In uno spirito di fiducia reciproca siamo tutti impegnati ad accelerare il lavoro e a concluderlo il più velocemente possibile”. “Le autorità greche – recita ancora il testo – saranno le responsabili delle riforme e presenteranno una lista completa di specifiche riforme nei prossimi giorni”.

Tsipras: “Ora siamo più ottimisti” – Soddisfatto Tsipras: “Siamo più ottimisti – dice – dopo questa deliberazione. Pensiamo che tutte le parti abbiano confermato le proprie intenzioni per cercare di superare le difficoltà dell’economia greca il prima possibile”. Tradotto: il premier ellenico ha riconosciuto che tutte le parti hanno dimostrato di voler lavorare per restituire ad Atene la capacità di tornare a finanziarsi sui mercati il prima possibile. Da parte sua la Grecia, ha promesso, presenterà ed attuerà le riforme. Ai cronisti, che gli chiedono se si tratti in effetti di un nuovo accordo, Tsipras risponde: “Diciamo di sì”.

Merkel: “Nuovi fondi solo dopo lista riforme” – L’accordo sembra essere un buon approdo per la cancelliera, che si è detta “rilassata” dopo l’incontro. Ma non ha rinunciato a chiarire che non si parlerà di concedere nuovi aiuti finanziari ad Atene fino a quando la lista completa e dettagliata di riforme, che il premier Alexis Tsipras si è impegnato a fornite “nei prossimi giorni”, non sarà stata “approvata”. Ossia considerata seria ed in linea con gli impegni assunti all’Eurogruppo del 20 febbraio scorso, che concesse altri 4 mesi di sostegno alla Grecia. Eurogruppo che, a sua volta, si è impegnato a riunirsi “ad horas” non appena Atene consegnerà l’elenco delle riforme che intende attuare, dopo che, quella presentata nei giorni scorsi, è stata bocciata perché considerata vaga ed insufficiente.

Hollande: “Via a riforme, non c’è tempo da perdere” – Un buon risultato anche per Hollande: “Le riforme greche – spiega – dovrebbero essere implementate il prima possibile nell’ambito dell’accordo del 20 febbraio e nell’ambito delle regole dell’euro. Vogliamo che la Grecia resti nell’euro e anche la Grecia lo vuole”. Hollande ritiene dunque che la Grecia debba proporre – senza indugio – riforme che siano in linea con gli impegni assunti quando i partner Ue concessero ad Atene altri 4 mesi di aiuti in cambio di una revisione profonda del sistema Paese. “Queste riforme debbono essere considerate e valutate se compatibili con gli impegni assunti dalla Grecia. Abbiamo deciso di accelerare il processo perché non c’è tempo da perdere”, ha concluso il presidente francese al termine della riunione fiume a Bruxelles. E, venerdì, secondo round di colloqui.

L’accordo segna un parziale riavvicinamento tra Atene e le istituzioni europee dopo gli “scambi” degli ultimi giorni: al centro delle polemiche c’è stato il pacchetto di misure umanitarie varato dal parlamento ellenico lo scorso 18 marzo. Una misura, secondo la Troika, adottata in maniera “unilaterale” e che perciò avrebbe violato proprio gli accordi del 20 febbraio che ieri sera la Grecia ha tenuto a riconfermare.