Scuola, cdm approva riforma: 100.000 assunzioni dirette


Il ddl assegna maggiori poteri ai presidi e prevede un bonus per gli insegnanti più meritevoli. 500 euro all’anno per l’aggiornamento culturale dei docenti


buona-scuola-direttaCentomila assunzioni per chiamata diretta e più poteri ai presidi. Sono questi i punti cardine del disegno di legge di riforma del sistema scolastico approvato in Consiglio dei Ministri. Dopo aver più volte procrastinato l’esame del ddl, ieri Matteo Renzi ha annunciato in conferenza stampa come cambierà la scuola italiana nei prossimi anni.

“La riforma della scuola è quella principale per il Paese, ne siamo orgogliosi”, ha annunciato il presidente del Consiglio. “Siamo riusciti, dopo una lunga discussione, a trovare un buon clima in consiglio dei ministri – ha aggiunto -. Ora la palla passa al Parlamento. Le proposte sulla scuola sono realizzabili abbastanza rapidamente, con grande intensità, se il Parlamento vorrà lavorare con senso d’urgenza. Sono molto ottimista”. Vediamo i cambiamenti punto per punto.

ASSUNZIONI PER CHIAMATA DIRETTA. Il ddl prevede un Piano straordinario di assunzioni per il 2015/2016 per coprire le cattedre ancora libere. Dal 1 settembre 2015 oltre 100.000 insegnanti – tra quelli iscritti alle graduatorie a esaurimento (Gae) e tra i vincitori del concorso 2012 – verranno stabilizzati. Dopo si tornerà ad assumere solo per concorso. Brutte notizie, invece, per gli idonei che stanno dentro le graduatorie di istituto: “Dovranno fare il concorso”, ha detto il premier.

POTERI AI PRESIDI. Saranno i dirigenti scolastici ad assegnare le cattedre agli insegnanti per chiamata diretta. I presidi, che saranno dotati di maggiori poteri, potranno scegliere direttamente dall’Albo in cui saranno pubblicati i curriculum dei docenti “in assoluta trasparenza”, come garantito dal presidente del Consiglio. Inoltre saranno sempre loro a gestire autonomamente le risorse umane, tecnologiche e finanziarie a loro disposizione.

STOP AI SUPPLENTI E ALLE CLASSI POLLAIO. “Mai più supplenti e classi pollaio”, tuona Matteo Renzi. I primi spariranno da quasi tutte le classi di concorso già dal 1 settembre 2015. Per le classi sovraffollate, invece, la riforma prevede che possano essere superate attraverso il ricorso all’organico funzionale, ovvero un contingente di insegnanti privi di cattedre a disposizione di reti di scuole.

DOCENTI: ANZIANITA’ E MERITO. Restano gli scatti basati sull’anzianità, ma viene inserita anche una cifra di 200 milioni di euro (a partire dal 2016), che verranno assegnati ai docenti in base al merito. “Sarà il preside a valutarlo”, ha assicurato Renzi. Ogni anno il dirigente scolastico, dopo aver consultato il Consiglio di Istituto, assegnerà il bonus al 5% dei suoi insegnanti per premiare chi si è impegnato di più. A pesare sul giudizio saranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare metodi didattici innovativi e il contributo dato al miglioramento complessivo della scuola.

500 EURO PER AGGIORNAMENTO DOCENTI. I docenti potranno usufruire di una card di 500 euro annui per l’aggiornamento culturale. Un rimborso spese destinato al teatro, al cinema e all’acquisto di libri. “Anche questa è cultura”, ha detto Renzi.

SGRAVI ALLE SCUOLE PARITARIE. La riforma prevede lo scatto della detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie in cui i figli frequentano una scuola paritaria dell’infanzia o del primo ciclo (elementari e medie). Restano fuori le scuole superiori.

SCHOOL BONUS. Chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione e per la promozione di progetti dedicati all’occupazione degli studenti avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi.

INGLESE, ARTE E MUSICA. Già dalle elementari (e fino alle superiori) l’inglese verrà insegnato attraverso il metodo Clil, che prevede l’immersione linguistica. Più spazio anche alla musica, alla storia dell’arte, al diritto e all’economia. Previsti anche corsi sull’educazione ambientale.