Il Papa: “Giubileo straordinario dall’8 dicembre”


L’annuncio in occasione del 50esimo anniversario dalla fine del Concilio Vaticano II. E in un’intervista alla tv messicana Televisa confida: “Sento che il mio pontificato sarà breve”


Il Papa ha annunciato un Giubileo straordinario dedicato alla Misericordia che inizierà l’8 dicembre. Lo ha detto nel corso del rito penitenziale che si è tenuto oggi pomeriggio – 13 marzo – nella Basilica di San Pietro: “Sarà un anno santo della misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore. Siate misericordiosi come il Padre”, ha esortato Francesco.

Il Giubileo straordinario avrà inizio l’8 dicembre prossimo, a 50 anni dalla fine del Concilio Vaticano II, con l’apertura della Porta Santa in San Pietro, e si concluderà il 20 novembre 2016. La bolla di indizione sarà pubblica il 12 aprile, domenica della Divina Misericordia. Quello promulgato da Francesco sarà il 65esimo della storia. Il primo a indirlo fu Sisto V nel 1585. L’Anno Santo straordinario non modifica la periodicità di quelli straordinari.

papa“Ho la sensazione che il mio pontificato sarà breve. Quattro o cinque anni. Non lo so, o due, tre. Ben due sono passati da allora”. Lo ha detto Papa Francesco in un’intervista rilasciata a Valentina Alazraki, vaticanista dell’emittente messicana Televisa, in occasione del secondo anniversario della sua nomina a pontefice. “È una sensazione”, ha poi aggiunto, facendo intendere che potrebbe sbagliarsi.

Francesco ammette che gli manca di poter girare liberamente, magari per poter andare in pizzeria senza essere riconosciuto. All’intervistatrice che accenna all’eventualità di un ritiro per limiti di età, come avviene per i vescovi, il Papa risponde che non pensa alle dimissioni. Definisce il papato una grazia speciale anche se dice di apprezzare la strada aperta da Ratzinger riguardo alla figura del papa emerito: “Credo che quello che coraggiosamente ha fatto Benedetto XVI sia stato aprire la porta ai papi emeriti. Benedetto non dovrebbe essere considerato una eccezione, ma una istituzione”.

Nel colloquio con la tv messicana papa Francesco affronta moltissimi temi caldi, tra cui il clericalismo nella curia, l’appello a non girarsi dall’altra parte nei confronti dei mali del mondo, il sinodo sulla famiglia. Tra l’altro definisce smisurate le aspettative su temi complessi e delicati come quello della comunione ai divorziati risposati o in materia di omosessualità. Papa Francesco critica l’incapacità del clero, definito “l’ultima corte d’Europa”, di coinvolgere i laici a causa di un eccessivo clericalismo. “Anche per la curia – spiega il papa – ogni cambiamento inizia dal cuore e comporta una conversione nel modo di vivere. Una conversione – aggiunge Francesco – che coinvolge la stessa figura del Pontefice e che è alla base dei fuori protocollo che tanto entusiasmano il popolo di Dio”.

“Non mi piace viaggiare” – “Tra gli aspetti del pontificato – dice Bergoglio – penso che sia la penitenza più grande”. A due anni dall’elezione, Papa Francesco si “confessa” con Televisa, la tv messicana: “Sono molto legato all’habitat, è una nevrosi ma le nevrosi – scherza Bergoglio con l’intervistatrice – bisogna trattarle bene. Non mi piace viaggiare oggi, come prima non mi piaceva venire a Roma”, ammette il Papa.