La Francia vince su Waterloo: ritirati i 2 euro celebrativi


La moneta commemorativa era stata proposta dai belgi e avrebbe dovuto essere diffusa in 275 mila pezzi a partire dal primo aprile


Il monumento in ricordo della battaglia a Waterloo
Il monumento in ricordo della battaglia a Waterloo

Sul campo di Waterloo, in Belgio, sorge una collina. È alta 45 metri, ha un volume di 390mila metri cubi; 226 gradini portano alla cima, sormontata da una scultura leonina di 28 tonnellate di peso. Il gigantesco monumento domina per chilometri e chilometri la pianura del Brabante. Ma non si pensi nemmeno per un momento a farne una moneta commemorativa. A duecento anni dalla battaglia che mise fine all’epopea napoleonica la Francia, infatti, piange ancora il traumatico epilogo della sua grandeur.

La sventurata idea di commemorare il bicentenario di un fatto storico di portata decisiva per il Vecchio continente (e, probabilmente, per buona parte del mondo) è nata a Bruxelles. Sottovalutando (forse) la portata di quello che sarebbe accaduto, Il 26 febbraio il governo belga ha comunicato al Consiglio europeo di voler emettere una serie di due euro speciali: 275 mila pezzi da mettere in circolazione dal primo aprile. “In occasione dei 200 anni della battaglia di Waterloo, abbiamo l’onore di trasmettervi il bozzetto della nuova moneta commemorativa di quell’evento storico”. Un onore, quello comunicato dai belgi nella loro missiva, che, tuttavia, si è trovato di fronte l’orgoglio nazionale di Parigi. E ne è stato piegato.

La moneta commemorativa
La moneta commemorativa

La Francia si è appellata alle regole dell’eurozona sull’introduzione di nuove monete commemorative, che prevedono il consenso condiviso dei paesi dell’Unione. L’opposizione principale all’iniziativa, si intende, era la sua. Il Trésor parigino ha commentato così la vicenda: “Questa moneta è suscettibile di scatenare reazioni sfavorevoli in Francia”. “La battaglia di Waterloo è un avvenimento che ha risonanza particolare nelle coscienze collettive e va oltre alla semplice evocazione di un conflitto militare – prosegue il comunicato del ministero -. La circolazione di questa moneta rappresenterebbe un simbolo negativo per una parte della popolazione europea che potrebbe pregiudicare gli sforzi dei governi della zona euro di rinforzare l’unità e la cooperazione intorno alla moneta unica”.

Nonostante la manovra da nord di quella Gran Bretagna che, per altro, non ha mai adottato l’euro, e le resistenze del piccolo Belgio, stavolta è stata la Francia a prevalere sul campo glorioso delle dispute numismatiche tra le cancellerie europee. A nulla sono valsi gli sforzi di personalità come il baronetto Peter Luff, eletto alla Camera dei comuni nelle file dei Tory, che aveva apprezzato moltissimo la sortita di Bruxelles: “Sono estremamente contento – diceva – che l’eurozona voglia celebrare il fallimento della Francia nella creazione di un super-Stato europeo”. E così a Peter Bone, conservatore eletto a Wellingborough, non è restato che rimbrottare amaramente, rivolto ai francesi: “dovrebbero crescere un po’ e sostenere questa splendida iniziativa”.

Il generale Cambronne a Waterloo
Il generale Cambronne a Waterloo

Invece non se ne farà niente. L’immagine del leone di Waterloo non verrà impressa sui pezzi da due euro. Continerà soltanto ad attirare turisti da tutto il mondo in Brabante, a tormentare le coscienze di mezzo continente e a invocare interventi e nuove dispute sul significato di eventi avvenuti secoli addietro. Lo storico Lucio Villari appoggia la decisione europea: “Non si fa una moneta su una sconfitta, semmai l’unica sarebbe quella del nazismo, il cui settantesimo anniversario ricorre a maggio”.

E così, col conforto degli specialisti, è stato finalmente vendicato l’onore del generale Cambronne che, leggenda vuole, sul campo di battaglia, alla guida dell’ultimo quadrato della Guardia imperiale napoleonica, gridò ai nemici che lo pregavano di deporre le armi il leggendario “Merd… La Guardia muore ma non si arrende!”. Ecco, Parigi esulta: almeno nel ricordo, almeno sulla moneta, la Francia ha vinto la sua Waterloo.