Della Vedova ai parlamentari: “Legalizziamo la marijuana”


Il sottosegretario agli Esteri invia una lettera per proporre un gruppo di lavoro trasversale. Sì di M5S e Sel. Secco no del centrodestra


dellavedova2Un Intergruppo parlamentare per legalizzare e depenalizzare la marijuana. La proposta arriva da Benedetto della Vedova, sottosegretario agli Esteri. Una proposta che fa riporta il senatore, recentemente fuoriuscito da Scelta Civica, a vent’anni fa. Quando, il  27 agosto 1995, venne arrestato a Roma perché insieme a Marco Pannella simulò la cessione gratuita di hashish a Porta Portese. Lo ricorda in un’intervista all’Huffington Post: “Allora, per tutti quelli che non sanno come funziona quel mercato, sembrò una provocazione”.

Della Vedova ci riprova, dunque. E lo fa inviando una lettera a tutti i parlamentari “a titolo individuale, come semplice parlamentare e non come membro del governo”, in cui invita i colleghi a creare un inetrgruppo e “un momento di catalizzazione e riflessione sulla materia”. Secondo della Vedova, infatti, sarebbe “lo strumento ideale per togliere tutti gli elementi ‘partisan’ alla proposta”. Insomma il sottosegretario agli Esteri nei panni di neo leader antriprobizionismo, vuole arrivare ad una proposta di legge che sia “trasversale, che non abbia un colore politico, ma che sia un’operazione di legalità”.

E a sostegno della sua tesi della Vedova cita l’ultima Relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia in cui si denuncia “il totale fallimento dell’azione repressiva” per quanto riguarda l’azione di contrasto alla diffusione dei derivati della cannabis. Allo stesso modo, si legge nella Relazione, concentrare ulteriori risorse su questo fronte, ridurrebbe l’efficacia dell’azione repressiva su “emergenze criminali virulente, quali quelle rappresentate da criminalità di tipo mafioso, estorsioni, traffico di essere umani e di rifiuti, corruzione, ecc)” e sul “contrasto al traffico delle (letali) droghe ‘pesanti’”. La depenalizzazione, conclude della Vedova nella sua lettera, potrebbe portare risultati positivi “in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite”.

Non mancano gli esempi dell’esperienza in alcuni stati americani come il Washington State, il Colorado e il Washington Dc dove l’opzione antiproibizionista sulla marijuana è diventata concreta “con una dimostrabile efficienza sul piano fiscale e effetti positivi sul piano sociale e sanitario e del contrasto alle organizzazioni criminali”. Per della Vedova bisognerebbe dunque seguire lo stesso esempio anche in Italia. “Qualcuno ci sta?”, conclude nella lettera.

Non l’ha presa molto bene il centrodestra. “Compenseremo l’iniziativa del sottosegretario agli esteri Benedetto della Vedova con il rilancio dell’intergruppo contro le droghe e per la lotta alle tossicodipendenze”, è stata la risposta di Maurizio Gasparri, Forza Italia e Carlo Giovanardi, Alleanza Popolare. I due senatori hanno anche criticato la scelta di citare il rapporto dell’Antimafia, definito “sconclusionato”, quando della Vedova avrebbe dovuto far rifermento al “recentissimo rapporto delle Nazioni Unite, che ha messo bene in luce le criticità e le incognite degli esperimenti in corso in Uruguay e negli stati americani di Washington e Colorado”. I due senatori spiegano in una nota: “Ancora più singolari appaiono le conclusioni di questo lavoro dell’antimafia considerato che la DCSA, Direzione Centrale Servizi Antidroga, del Ministero degli Interni, non risulta essere stata consultata in alcun modo nella preparazione del Rapporto”.

Pronti ad accogliere l’invito di della Vedova i membri del M5S della commissione Giustizia della Camera:“Stiamo lavorando da inizio legislatura alla questione, e bisogna guardare oltre la semplice depenalizzazione, ma arrivare alla legalizzazione, altrimenti è uno spreco di risorse e di uomini, ha detto Vittorio Ferraresi capogruppo della commissione Giustizia. Favorevole anche Sel. “Bene Della Vedova sulla legalizzazione delle droghe leggere. Mentre nel mondo è partito il vento della legalizzazione l’Italia resta inchiodata al pessimo accordo tra Pd e Ncd contenuto nel decreto Lorenzindi quasi un anno fa”. Commenta così Daniele Farina, capogruppo Sel in commissione Giustizia e primo firmatario della proposta di legge di Sel sulla regolamentazione della coltivazione domestica della cannabis.