Venezuela, Maduro chiede poteri speciali dopo sanzioni Usa


Lunedì le sanzioni di Washington contro 7 alti dirigenti venezuelani. Maduro: “Combattere imperialismo americano”. E nomina l’ex capo dei servizi segreti ministro dell’Interno. Cuba: “Appoggio al Venezuela”


Nicolàs Maduro, presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela
Nicolàs Maduro, presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela

Botta e risposta tra Stati Uniti e Venezuela. Il presidente Nicolas Maduro ha chiesto poteri speciali al Parlamento venezuelano per “combattere l’imperialismo americano” e per “preservare la pace”. Una reazione alle sanzioni imposte da Washington e alle parole di Barack Obama, che lunedì 9 marzo ha parlato del Venezuela come di una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti. 

Le sanzioni – Lunedì 9 marzo, gli Usa hanno inserito in una lista nera 7 alti dirigenti venezuelani, tra cui il capo della polizia: i loro patrimoni saranno congelati, non potranno viaggiare negli Usa né avere rapporti d’affari con aziende americane. “Questi provvedimenti – ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama – sono rivolti verso persone coinvolte o responsabili dell’erosione delle garanzie dei diritti umani, di persecuzioni degli avversari politici, della privazione della libertà di stampa, dell’uso della violenza e di violazioni di diritti umani. Nonché – ha aggiunto Obama – di abusi in risposta alle proteste antigovernative, di arresti arbitrari, di detenzione di manifestanti e di corruzione pubblica di alti funzionari nel paese”. 

Gustavo Enrique González López
Gustavo Enrique González López

La reazione – Il Presidente del Venezuela Maduro, con un plateale gesto di sfida, è comparso oggi in tv – martedì 10 marzo – con i sette funzionari sanzionati e li ha definiti “eroi”. Ma è anche andato oltre, nominando uno di loro, Gustavo Enrique González López, ministro dell’Interno, della Giustizia e della Pace. González López è stato fino a lunedì scorso direttore del Servizio nazionale d’intelligence (Sebin): un organo ritenuto dalla Casa Bianca come il principale responsabile delle persecuzioni nei confronti dei politici dell’opposizione.

L’Havana appoggia Caracas – Cuba ha dato il suo appoggio incondizionato al Venezuela, qualificando come “arbitraria e aggressiva” la decisione degli Stati Uniti di dichiarare “emergenza nazionale” di fronte al “rischio straordinario” che la situazione venezuelana rappresenta per la sicurezza degli Usa. L’esecutivo dell’Havana considera le sanzioni americane come una “rappresaglia per le misure adottate dal Venezuela in difesa della sua sovranità di fronte alle ingerenze del Governo e del Congresso statunitense”. Tutto questo mentre sono in corso le trattative per la riapertura delle ambasciate di Washington e L’Havana, come annunciato a seguito della riapertura delle relazioni bilaterali lo scorso dicembre.

Manifestazione contro il governo a Caracas, il 16 febbraio 2014
Manifestazione contro il governo a Caracas, il 16 febbraio 2014

L’antefatto – Le sanzioni imposte da Washington sono arrivate dopo la decisione del Venezuela, annunciata la scorsa settimana, di impedire l’accesso al paese a sette cittadini americani. A metà dicembre Barack Obama firmò il Venezuela Defense of Human Rights and Civil Society Act”, che impone sanzioni ai funzionari del governo venezuelano considerati responsabili della violazioni dei diritti umani durante la protesta scoppiata tra febbraio e giugno del 2014.