Libia, Haftar: “Armi contro Isis. Renzi ci aiuti”


Il capo delle forze armate libiche chiede al Presidente del Consiglio di schierarsi contro l’embargo sulle armi e mette in guardia: “A rischio anche sicurezza Italia”


Retired General Khalifa HaftarLa Libia si appella all’Italia. E chiede al Presidente del Consiglio di mediare con la comunità internazionale, per abolire l’embargo sui materiali militari: “Renzi ci aiuti. Servono armi contro l’Isis”. Sono le parole del capo delle forze armate libiche, generale Khalifa Haftar. In un’intervista rilasciata all’agenzia nazionale Ansa, Haftar mette in guardia il nostro Paese: “Se dovessimo fallire, il prossimo obiettivo dei terroristi sarebbe l’Italia” ha detto.

Lontana la soluzione diplomatica. È comandante da un solo giorno, ma la sua posizione sulla crisi libica è chiara: no al governo di unità nazionale e sì alla fine dell’embargo sulle armi del 2011, che impedisce agli Stati membri dell’Unione Europea di scambiare materiale militare con la Libia. “L’Onu e l’Europa non ci possono obbligare a sederci al tavolo con terroristi ed estremisti” ha affermato il generale Haftar. E ha concluso: “Formare un governo di unità, come proposto dai mediatori, equivarrebbe a rendere vano ogni tentativo di mantenere la Libia un paese democratico”.

Vecchi accordi sull’immigrazione. In cambio dell’aiuto italiano contro la minaccia dell’Isis, Haftar ha promesso di ripristinare i vecchi accordi tra Italia e Libia per il controllo dell’immigrazione clandestina: “Un fenomeno che in questo momento non siamo in grado di controllare visto che gli estremisti utilizzano il traffico di essere umani per finanziarsi” ha sottolineato il generale.

In cerca di alleati. Haftar ha ricordato che Qatar, Turchia e Sudan “stanno aiutando gli estremisti con armi e finanziamenti”. E ha detto: “È importante che si sappia che, voltata questa pagina, ci ricorderemo molto bene chi ci è stato vicino e chi invece si è voltato dall’altra parte”.